L’hub vaccinale a Castelvetrano, con molta probabilità, non sarà aperto. E la questione si porta dietro anche uno strascico politico, visto che il movimento “Obiettivo città” (all’opposizione dell’attuale Amministrazione guidata da Enzo Alfano) ha presentato un’interrogazione al primo cittadino. La questione ruota attorno all’esigenza dell’Asp Trapani di trovare ampi locali dove allestire l’hub, così come ha fatto il sindaco di Partanna Nicola Catania che ha individuato una palestra scolastica e la Protezione civile regionale ha allestito i punti per la somministrazione dei vaccini.

A Castelvetrano la questione pare si sia arenata. L’Asp Trapani ha pubblicato un bando per la ricerca di un locale. Il Comitato della Croce Rossa di Castelvetrano ha partecipato, mettendo a disposizione la propria sede, un ex caseificio confiscato alla mafia. Il Comitato ha chiesto, altresì, un contributo alle spese di 10.000 euro mensili, «per le spese vive della struttura come energia elettrica, telefono, linea internet, rimborso ai volontari, rifornimento d’acqua», spiega il Presidente Cri, Giuseppe Cardinale. Non certo una somma corrispondente a un canone d’affitto, come erroneamente definito da “Obiettivo città”.

La questione, dalla disponibilità mostrata dal Comitato Cri di Castelvetrano, ha fatto piccoli passi: è stato convocato un tavolo tecnico regionale e la Cri (tramite il Presidente regionale Luigi Corsaro) s’è detta disponibile a trovare una soluzione, mettendosi a disposizione dell’Asp Trapani. Ma nulla è andato più avanti. Il Commissario Asp Trapani Paolo Zappalà e il suo staff a Castelvetrano, nel frattempo, ha cercato anche altri locali chiedendoli al Comune: ecco perché sono stati fatti alcuni sopralluoghi in palestre scolastiche. Come è finita? Non si sa. E, intanto, le somministrazioni dei vaccini continuano al centro allestito a pian terreno dell’ospedale, tra assembramenti e qualche polemica.