[di Antonio Colaci] Mi rivolgo a chi sta animando il dibattito sulla opportunità o meno del “Friday for future”, agli scettici o fiduciosi commentatori di Facebook e degli altri mezzi di divulgazione di massa che in questi giorni dibattono con veemenza l’accusa o la difesa di Greta Thunberg.

Galileo Galilei fu condannato a pene molto pesanti per avere enunciato i suoi convincimenti sulla teoria eliocentrica. Oggi solo dei folli confuterebbero l’assunto che il sole sia al centro del sistema dei pianeti cui appartiene la Terra. Le teorie sulla alternanza delle ere geologiche tra riscaldamento e raffreddamento sono meno acclarate, frutto solo di statistiche e di indagine storica; ma sicuramente hanno fondamenta scientifiche sostenute da ricercatori di grande spessore come Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica nel 1984.

Ma non solo di riscaldamento globale si deve parlare quando si discute sulla ecologia e sull’inquinamento!


I temi ambientali dibattuti in questi giorni, e sempre più di frequente, hanno motivazioni più o meno condivisibili; come tutte le manifestazioni dell’uomo di oggi in poco tempo assumono dimensioni globali; di conseguenza intervengono a creare opinione pubblica interessi di vario tipo, leciti ed illeciti, autentici o totalmente falsi. Ma tentando di fare un’analisi obiettiva non credete che il dibattito tra Greta si e Greta no ci distragga dalla lotta all’inquinamento determinato, quello sì con certezza, dagli interessi delle mafie e delle multinazionali che avvelenano il mondo con i loro comportamenti delinquenziali nella tutela degli interessi di pochi contro gli interessi di miliardi di abitanti della Terra? Non credete che invece di condannare sic et simpliciter le manifestazioni dei ragazzi del “Friday for future” sarebbe il caso di ascoltare con maggiore interesse le loro istanze e rispondere con il proposito di aiutarli a focalizzare la loro attenzione su argomenti che siano frutto di loro diretta ricerca, cominciando proprio dal territorio di appartenenza dove a mio parere sono innegabili come la “teoria eliocentrica” i gravi episodi di inquinamento che in maniera certa possono mettere a repentaglio il loro futuro, soprattutto la salute loro e di tutti noi?


Non vi viene in mente, cari detrattori, che se neghiamo le plausibili intenzioni dei ragazzi che hanno sfilato per le vie di Castelvetrano come nelle vie di migliaia di altre città in Italia e nel mondo allora dobbiamo negare anche le motivazioni delle mamme di Taranto che pochi giorni fa hanno regalato al ministro Bellanova un quadro raffigurante un teschio per ricordare ai rappresentanti della politica italiana quanto siano nefaste le conseguenze di certi provvedimenti che salvaguardano la permanenza dell’ILVA senza considerare adeguatamente la sopravvivenza dei tanti bambini colpiti da gravi malattie per colpa dell’inquinamento atmosferico determinato dalle ciminiere dell’industria metallurgica?
Non pensate che se ridete dei ragazzi che per molti di voi commentatori negazionisti hanno solo “marinato la scuola” (addirittura con tanto di autorizzazione ministeriale) allora dovreste ridere anche delle mamme che nella “Terra dei fuochi” manifestano il loro dolore per la morte prematura di tanti bambini venuti a contatto con le esalazioni delle discariche abusive dove la Camorra ha svolto redditizie azioni delinquenziali depositando nelle campagne ogni tipo di materiale altamente inquinante?


Cerchiamo di essere più cauti nei giudizi, non respingiamo al mittente prendendo per totalmente falso l’impegno manifestato dai giovani che hanno sfilato accusandoli di qualunquismo e sospettando che abbiano aderito al “Friday for future” solo per prendersi un giorno di vacanza. Non agevolerà la loro crescita affermare che quello che i giovani studenti definiscono “impegno sociale” sortisca da futili motivi e non sia frutto invece della volontà di assumere anche loro una parte della responsabilità di garantire al futuro della Terra una migliore qualità della vita dei suoi abitanti.
Per mio conto auguro ai ragazzi di riuscire a smuovere le coscienze ed ottenere risultati concreti a seguito del loro impegno. La loro protesta ambientalista intanto ha assunto dimensioni talmente vaste da potere stimolare anche appetiti di carattere politico. Facciamo in modo che il fenomeno rimanga nei limiti controllabili dai benintenzionati, da coloro che credono fermamente alla necessità di un impegno globale per la salvaguardia dei territori e della salubrità dei loro abitanti.
Intanto cerchiamo di non cadere nella trappola dei giudizi facili, quelli che soddisfano il proprio ego o la propria appartenenza politica, che prescindono dal dovere di attingere da fonti sicure di informazione prima di emettere un giudizio.

Antonio Colaci