Come emerso dalle recenti cronache giornalistiche, le barbarie commesse a Selinunte ai danni di tre cani territoriali e il più recente ritrovamento di un altro cane morto per cause ancora ignote, invitano ad una riflessione profonda sul grado di crudeltà raggiunto dall’uomo su animali inermi, cui è stato strappato violentemente il diritto di sopravvivere.

Gli animalisti locali che, con tanta dedizione, si occupano degli amici a quattro zampe, dei quali ormai conoscono ogni comportamento e reazione, si rifiutano di giustificare un uomo, integrato nella civiltà del terzo millennio, che possa uccidere un cane con un’arma da fuoco per autodifesa e per paura di essere aggredito, come se si trovasse da solo a fronteggiare una belva nella giungla.

cani uccisi selinunte

Nel caso in cui venga esercitata l’azione penale da parte della Procura della Repubblica, l’Enpa si costituirà parte civile.

L’Enpa di Castelvetrano gestisce ogni giorno casi di randagismo e di sopravvivenza e si impegna quotidianamente alla soluzione di ogni problema con abnegazione e sacrificio nei limiti delle proprie competenze, nel rispetto della legge e con le sole energie dei propri volontari, ma è assolutamente necessaria la collaborazione delle Istituzioni e dei cittadini, ai quali chiede solo di essere coinvolta e chiamata nei casi di emergenza, affinché queste barbarie contro i cani non si radichi negli animi degli uomini e non passi perfino inosservata, proprio nel momento storico in cui tutto il mondo occidentale è impegnato severamente contro ogni lotta di terrorismo e di sopraffazione dell’uno contro l’altro e in favore della libertà e del diritto alla vita di ogni essere vivente nel rispetto delle regole e di ogni senso civico.

Corinne Tamburello – Enpa di Castelvetrano