Per l’illuminazione dei vari ambienti della casa, spesso ci si trova nella condizione di dover scegliere tra la luce a LED e quella delle lampade alogene. Ma chi l’ha detto che una soluzione debba per forza escludere l’altra? A seconda delle caratteristiche dei locali di un appartamento, infatti, potrebbero essere più adatte le lampadine LED in alcuni contesti e quelle alogene in altri: proviamo a saperne di più.

L’illuminazione della casa

In bagno, per esempio, l’illuminazione si concentra in modo particolare sullo specchio, per consentire agli uomini di rasarsi e alle donne di truccarsi senza difficoltà. In una camera da letto, invece, può essere utile ricorrere a regolatori che permettano di modulare il livello di intensità della luce, così da poter beneficiare di un’atmosfera soffusa quando si va a dormire. In corridoio o in cucina si potrebbe propendere per le lampadine alogene dotate di filtro per schermare i raggi ultravioletti, mentre la zona living potrebbe essere impreziosita da punti luce a incasso o da faretti a LED.

Ogni ambiente ha bisogno di una luce specifica

Non tutti gli ambienti, in effetti, hanno bisogno dello stesso grado di Illuminazione. Certo è che le lampadine a Led offrono un gran numero di vantaggi, a cominciare dalla loro versatilità che le rende perfette per qualunque tipo di utilizzo. Esse si accendono in modo istantaneo e garantiscono subito la massima potenza luminosa; inoltre, non emettono raggi UV e lasciano la temperatura degli ambienti inalterata, dal momento che non producono calore. Si stima che siano in grado di durare fino a 50mila ore, pari a più di 6mila giorni, per una potenza luminosa piena. Come noto, il LED consuma poco, praticamente un sesto rispetto alle lampadine tradizionali, ma la loro impronta green è rivelata anche dal fatto che le lampadine che si basano su questa tecnologia non danno problemi dal punto di vista dello smaltimento. Il confronto tra lampadine incandescenti e lampadine LED permette di scoprire che, con le seconde, il risparmio in bolletta può toccare il 90 per cento.

La durata del LED

Ipotizzando un utilizzo medio per otto ore al giorno, una lampadina LED può durare per ben 17 anni, molto di più rispetto a una lampadina a luce alogena, che in genera non supera i 2 anni, o addirittura a una lampadina tradizionale che a fatica oltrepassa la soglia dei 4 mesi. Ovviamente il costo iniziale di una lampadina LED è più alto di quello di una tradizionale, ma è evidente che l’investimento iniziale si ammortizza e viene poi ripagato con il passare del tempo, sia in virtù della maggiore durata sia grazie ai consumi ridotti che si traducono in bollette meno salate.

Come scegliere le migliori lampadine sul mercato

Per capire quali sono le lampadine più adatte alla propria abitazione è necessario valutare le proprie abitudini e tenere conto delle proprie esigenze. Le lampadine alogene in passato hanno preso il posto di quelle a incandescenza ma, a loro volta, nel corso degli ultimi tempi sono state soppiantate dal LED. La lampadina a incandescenza – giusto per intenderci – è quella formata da un filamento di tungsteno racchiuso da un bulbo in vetro. Qui passa la corrente elettrica. Come si sarà capito, al giorno d’oggi le lampadine a incandescenza vengono considerate obsolete. Le alogene, che in un certo senso sono loro eredi, non sono altro che lampadine a incandescenza che al proprio interno contengono lo iodio o un altro gas alogeno. Proprio il gas fa sì che le lampadine siano più calde e più bianche, offrendo una potenza luminosa più elevata di quella delle lampadine tradizionali.

I difetti delle lampadine alogene

Il ciclo di vita di una lampadina alogena è compreso tra le 2mila e le 6mila ore. Tuttavia è bene sapere che tale soluzione presenta anche degli svantaggi, come il surriscaldamento eccessivo che è dovuto alla produzione dei fotoni. Nel momento in cui una lampadina alogena aumenta di temperatura, è evidente che anche il resto dell’ambiente si riscalda. Inoltre, a contatto con la pelle una lampadina di questo tipo potrebbe risultare meno efficace. Da non dimenticare, infine, l’emissione di raggi UV, che non vengono schermati dal quarzo che costituisce il bulbo.