Tommaso Bertolino

Tommaso Bertolino

Tommaso Bertolino è il capogruppo di “Articolo 4” al consiglio comunale di Castelvetrano. E la domanda è quasi d’obbligo. Come ci si sente pensando di avere condiviso, senza saperlo, un percorso politico con una persona accusata di avere collegamenti con la mafia?

Di fronte a situazioni di questo tipo non ci si può affidare a semplici sensazioni che spesso afferiscono a fatti di natura diversa, bisogna semmai, sic et simpliciter, esternare sdegno e con altrettanto coraggio e senso di responsabilità condannare e prendere le dovute distanze da ogni forma di criminalità organizzata e mafiosa.

Inoltre, per dovuta e quanto più corretta informazione, vale ricordare che un lasso di tempo così breve, coincidente con la durata in carica dell’ex consigliere Giambalvo, e cioè dal 28 luglio 2014 al 19 novembre, peraltro interrotto dalla pausa estiva, non possa essere ritenuto sufficiente alla effettiva determinazione e condivisione di qualsivoglia percorso politico

L’operazione antimafia “Eden 2” e l’arresto di Lillo Giambalvo impongono una riflessione. Ecco quella dell’architetto Bertolino:

Personalmente penso che le recenti vicende castelvetranesi hanno ulteriormente scosso l’intera comunità e con essa l’immagine della città, troppo spesso mortificata dall’essere stata la città natale di Matteo Messina Denaro, di una città però costituita da tanta gente perbene che da sempre ha lottato contro il malaffare e per l’affermazione della legalità

Il sindaco Felice Errante ha chiesto le dimissioni di Giambalvo. Ha infatti detto chiaramente che dovrebbe lasciare, fare un necessario passo indietro. Il capogruppo è sulla stessa lunghezza d’onda del primo cittadino:

A mio modesto avviso, ritengo che il sindaco Errante abbia già chiaramente espresso e chiarito le proprie posizioni in merito all’accaduto nei tempo e nei modi dovuti. Personalmente a nome del gruppo, posso invece affermare che le dimissioni del consigliere Giambalvo, nell’attesa che lo stesso possa farsene comunque una ragione, rappresenterebbero l’unico atto moralmente e politicamente corretto senza necessariamente attendere la definitiva dei provvedimenti da parte delle autorità giudiziarie competenti

tratto da un articolo di Vito Manca per il settimanale SOCIAL