Le frizioni dentro il M5S a Castelvetrano da qualche giorno sono uscite allo scoperto. La fuoriuscita dei consiglieri Giuseppa Coppola, Rossana Ditta e Ignazio Maltese (ora approdati al gruppo misto) hanno, di fatto, ufficializzato la spaccatura dentro i pentastellati. I motivi perché i tre sono andati via sono stati così chiariti: «assenza di confronto nel percorso politico intrapreso dall’Amministrazione e, ancora, una serie di scelte operate molto discutibili e non condivise, impegni presi e non mantenuti».

I tre hanno tirano in ballo il capogruppo Antonino Manuzza, reo di aver chiesto la loro sostituzione nelle Commissioni consiliari. Manuzza, sentitosi tirato in ballo, proprio stasera ha diramato una nota, nella quale tende a chiarire cosa è successo. Una visione della questione sua ma anche del gruppo M5S. «L’allontanamento dei consiglieri Ditta e Maltese dal resto del gruppo inizia già nei primi mesi del percorso politico amministrativo e più che derivante da uno scarso dialogo interno o con l’ammirazione è imputabile a un insano “appetito politico”», spiega.

Secondo Manuzza (e il suo gruppo M5S) i due manifestano sin da subito «una totale mancanza di gratitudine verso il gruppo politico, che li ha messi nelle Commissioni. Coi soli voti del M5S Maltese è stato eletto vice Presidente del consiglio. Ora ci aspetteremmo che lo stesso Maltese dimostrasse quella coerenza che si vanta di possedere, presentando le proprie dimissioni dal ruolo che gli è stato attribuito», scrive il capogruppo. Per Manuzza i tre consiglieri dovrebbero dimettersi dal consiglio comunale, «poiché, se sono stati eletti, è solo ed esclusivamente grazie al premio di maggioranza riconosciuto al M5S in ragione della vittoria elettorale del sindaco Alfano».

Manuzza spiega anche le ragioni che lo hanno portato alla decisione di sostituire Maltese e Ditta nelle Commissioni consiliari: «La decisione è maturata in seno al gruppo consiliare e non è certo un’autonoma decisione del capogruppo M5S, al quale è stato demandato di procedere in tal senso, proprio a seguito di comportamenti che non erano più in linea con l’appartenenza ai valori del M5S». Sempre secondo quanto scrive Manuzza i due consiglieri non avrebbero più partecipato alle riunioni del gruppo, «non contribuendo né alle spese di mantenimento della sede del M5S a Castelvetrano, nè alle attività tipiche del Movimento M5S».

I colleghi del M5S e lo stesso sindaco, sempre secondo quanto spiega Manuzza, avrebbero tentato più volte di invitare i tre consiglieri a chiarire le cause del loro distacco. In aula, però, sarebbero avvenute altre cose. Come il voto per l’ipotesi di Bilancio stabilmente riequilibrato, predisposto da una Amministrazione in cui non si rispecchiavano, ma che alla fine i tre l’hanno pure votato. E poi Manuzza chiarisce che la Ditta – lo scorso 12 febbraio – presentò una mozione di cui il gruppo di appartenenza non era stato messo al corrente. Poi, durante l’ultimo consiglio comunale, c’è stata la fuoriuscita dall’aula di due dei tre consiglieri oggi fuori il M5S: «Percependo la possibilità di una bocciatura alla mozione sulla tassa di soggiorno, presentata dall’opposizione, sono usciti evitando così di votare negativamente», conclude Manuzza.