Grazie al suo paesaggio “archeo-olivicolo”, all’età plurisecolare dei suoi uliveti autoctoni di Nocellara del Belice coltivati da sempre in Biologico ed al bassissimo impatto ambientale delle sue produzioni, l’azienda agricola Centonze è stata dichiarata nel Maggio del 2015 “Presidio Slow Food dell’Olio Extra Vergine di Oliva”. Questo prestigioso riconoscimento può essere vantato solo da 26 aziende olearie in tutta Italia.

Dalla prossima campagna olearia 2015/2016 su tutte le confezioni di Olio Centonze verrà applicata una “Etichetta Narrante Slow Food” sulla quale si potranno leggere tutte le informazioni più importanti relative al ciclo produttivo.

nino centonze case di latomie

Nino Centonze vicino a uno dei alberi più antichi della tenuta di Castelvetrano

Inoltre l’azienda è già solita inserire sulle sue retro etichette un codice QR per smartphone che consente l’immediata visualizzazione della scheda tecnica del prodotto. Slow Food ha creato un Presidio nazionale che promuove il valore ambientale, paesaggistico, salutistico ed economico dell’olio extravergine italiano. Un progetto di carattere nazionale perché i produttori di extravergine affrontano le medesime criticità in tutta Italia, nelle diverse aree di produzione

Il nuovo Presidio Slow Food, dedicato all’olivicoltura e alla produzione di olio extravergine di qualità, al momento limitato al territorio italiano, vuole promuovere un settore in forte difficoltà, che sta soffrendo la competizione delle grandi multinazionali e la scarsa possibilità da parte dei consumatori di avere informazioni adeguate sugli standard qualitativi di ciò che trovano sul mercato.

L’olio è un elemento fondamentale per la salute e, come altri prodotti che dovrebbero entrare nella dieta quotidiana, ha un impatto economico, sociale e culturale importante. Perciò Slow Food ha deciso di attivarsi a sostegno dei piccoli produttori che lavorano nel segno della territorialità, della sostenibilità, dell’eccellenza, nonostante le difficoltà ambientali, burocratiche e commerciali che devono affrontare.

case di latomie uliveto-biologico

L’adesione da parte dei produttori con la conseguente possibilità di apporre il marchio Presidio Slow Food sulle bottiglie avviene attraverso regole rigorose. Gli olivicoltori devono avere oliveti secolari con varietà autoctone del territorio, gestiti senza l’utilizzo di fertilizzanti o diserbanti chimici. Per garantire massima qualità al prodotto etichettato come Presidio e rispettare la sostenibilità delle coltivazioni, la raccolta delle olive non deve essere effettuata tramite l’utilizzo di reti permanenti ma fatta a mano o con l’ausilio di attrezzature che non danneggino l’integrità delle olive e rispettino la vegetazione delle piante.

Tutte le informazioni sul prodotto, non solo la varietà di provenienza e la lavorazione, ma anche l’annata agraria di riferimento e il nome del frantoio vengono poi riportate nell’etichetta narrante, che consente al produttore di raccontare la propria storia e vederla adeguatamente valorizzata.

Alla base di ogni nuovo Presidio c’è il desiderio di educare al gusto e all’alimentazione, ragionare sulle storie, sui risvolti sociali ed economici delle produzioni, con un’attenzione costante alla tutela del paesaggio e del territorio. In un sistema alimentare che propone prodotti in larga parte indifferenziati, l’Extravergine del Presidio assume un valore e un’importanza particolari. Questa esperienza che inizia oggi in Italia vuole essere un modello da esportare anche negli altri Paesi produttori di olio extravergine: l’intento di Slow Food è infatti quello di tutelare e promuovere, in ogni angolo del mondo, le produzioni locali di piccola scala che rispettano l’ambiente, esprimono la cultura dei territori e raggiungono elevati standard qualitativi.

Il nuovo Presidio è stato presentato nella giornata conclusiva di Slow Fish – la manifestazione dedicata al pesce e agli ecosistemi marini che si è svolta dal 14 al 17 maggio a Genova.

I Presìdi sostengono le piccole produzioni tradizionali che rischiano di scomparire, valorizzano territori, recuperano antichi mestieri e tecniche di lavorazione, salvano dall’estinzione razze autoctone e varietà di ortaggi e frutta.

Il Presidio – Slow Food

Gli olivicoltori aderenti al Presidio nazionale dell’olio extravergine italiano dovranno avere oliveti di cultivar autoctone del territorio di appartenenza gestiti senza l’uso di fertilizzanti di sintesi e diserbanti chimici. Per eventuali trattamenti, sono consentiti soltanto prodotti a basso impatto ambientale, che garantiscano un residuo finale sul prodotto pari allo zero.

Nel caso di pendenze o situazioni paesaggistiche complesse, le lavorazioni in campo dovranno seguire buone pratiche agronomiche per evitare l’erosione e gli smottamenti dei terreni. Inoltre, poiché potare o raccogliere le olive da piante secolari è molto più oneroso rispetto a impianti più giovani, per evitare l’abbandono degli oliveti più antichi, il Presidio prevede che almeno l’80% delle piante abbia un’età minima di 100 anni. Infine, i produttori dovranno dotarsi dell’etichetta narrante per raccontare e valorizzare adeguatamente la propria storia, il proprio territorio e il proprio lavoro.

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Info sull’azione “Centonze” sul sito ufficiale: www.oliocentonze.com