Riceviamo e pubblichiamo una lettera dell’avvocato Giovanni Bosco, titolare dell’omonimo Studio legale dove lavorava il giovane avvocato Gaspare Allegra, scritta nell’anniversario del primo mese dalla morte del giovane Allegra, avvenuta, per cause fortuite, domenica 21 marzo sulla Grigna Settentrionale, una delle cime più note della provincia di Lecco.

Gaspare, chi era Gaspare mi chiederete? Era il giovane collaboratore divenuto ben presto, in virtù della sua capacità professionale, della sua preparazione, del suo intuito, della sua voglia di apprendere, della sua curiosità, un giovane, valido e stimato collega al quale non avevo più bisogno di fornire istruzioni e con il quale, invece, avevo imparato a confrontarmi e delle cui scelte e strategie processuali mi ero convinto di potermi tranquillamente fidare pur nel breve tempo durante il quale si è svolta la nostra collaborazione professionale.

Era il giovane collaboratore dello studio apprezzato e benvoluto dai colleghi, il cui sguardo dolce e sincero rendeva impossibile una discussione, sempre di buonumore, capace di far ridere tutti con una battuta, di mettere tutti a proprio agio, sempre disponibile ad aiutare e consigliare chi gli chiedeva qualcosa ed umile nel richiedere agli altri spiegazioni o consigli quando ne aveva la necessità.

Era l’avvocato cui si rivolgeva uno stuolo di clienti certi di ricevere l’assistenza di cui avevano bisogno, di essere consigliati, assistiti e seguiti sempre per il meglio ovunque si trovassero con comprensione e simpatia per le loro vicissitudini; di sobbarcarsi lunghe e stancanti trasferte per recarsi a colloquiare con i detenuti o assistere clienti e ritornare in studio sempre con un sorriso ed un saluto per tutti.

Era lo studioso di Diritto penale capace di isolarsi per giorni e notti o per interi fine settimana ad esaminare e studiare un fascicolo di causa al fine di far emergere le contraddizioni, le omissioni, gli errori nei quali era incorso chi formulava la pubblica accusa affinché fosse celebrato sempre un processo giusto.

Era il giovane ed esuberante ragazzo che, mentre si affermava professionalmente, programmava le scelte per un futuro all’insegna della gioia di vivere e della spensieratezza sempre perseguendo obiettivi solidi e concreti; capace alle volte di farmi ritornare, con una battuta o un’occhiata, grazie anche alle nostre comuni origini, giovane come lui e soffermarmi a parlargli e fornirgli i consigli di un padre o di un fratello maggiore certo che li avrebbe ascoltati, compresi e ne avrebbe fatto il miglior uso possibile.

Era il giovane uomo che, abituatosi a vivere in un luogo completamente diverso dalla sua Sicilia, era rimasto affascinato dalla montagna, che, forse insofferente delle limitazioni imposte dalla pandemia, ha deciso, una maledetta domenica, di recarsi a fare un’escursione e godere del fascino che questi luoghi, tanto diversi da quelli natii, gli trasmettevano certo che, data la sua età e il suo amore per la vita, nulla potesse succedergli.

È colui il quale ha lasciato tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, attoniti, increduli, basiti, addolorati, scioccati per quanto è successo ed incapaci di accettare una simile tragica fatalità. È il figlio, il fratello, il fidanzato, il collega, l’amico che avremmo voluto avere, che abbiamo avuto e che ci manca, la cui assenza non siamo ancora e non credo mai che saremo abituati ad accettare e la cui presenza resterà per sempre con e dentro di noi.

Tu, caro Gaspare avvocato Allegra, conoscendomi, potrai ben immaginare quanto io possa essere furioso nei confronti di un destino infame che non mi ha permesso di aiutarTi ad ultimare quel percorso di vita e professionale che di sicuro Ti era riservato di diritto per la caparbietà e l’impegno con le quali affrontavi ogni problematica dei clienti che Ti venivano di volta in volta assegnati e spero che, come Ti avevo insegnato, Ti sia fatto scivolare addosso con indifferenza le menzogne, le cattiverie e le balordaggini che hanno avuto modo di proferire dopo la Tua dipartita dimostrando la propria pochezza volta ad ottenere un riscontro mediatico compiendo dei veri e propri atti di sciacallaggio.

I Tuoi colleghi ed il sottoscritto, che Ti considerava come un figlio educato, premuroso e preoccupato per le sigarette che fumavo, Ti vorremo sempre bene. Per ovvi motivi non ti dico arrivederci a presto, ma sono certo un giorno di incontrarTi in Paradiso.

in foto Gaspare Allegra