L’attrice Luana Rondinelli, che ha realizzato diverse attività con l’associazione Palma Vitae di Castelvetrano, impegnata in questo periodo a Roma con un progetto importante teatrale, sta seguendo con apprensione e dispiacere le vicende dell’associazione castelvetranese e ha deciso di diramare questo comunicato.

“Nel mio percorso artistico e professionale mi sono spesso trovata a collaborare con varie associazioni che avevano come obiettivo la realizzazione e la divulgazione di eventi sociali al fine di lanciare messaggi forti a difesa della donna.
In Palma Vitae ho trovato subito concretezza, competenza, sensibilità, professionalità, forza nell’essere sempre in prima linea per tutte le categorie emarginate, sempre pronta ad essere sul territorio un punto di riferimento serio. In questi anni di collaborazione abbiamo organizzato diversi eventi teatrali che hanno visto i miei spettacoli protagonisti, perché il teatro è ancora capace di assolvere a questa visione salvifica, perché spesso per parlare di violenza sulle donne bisogna farlo nel modo più concreto possibile senza velleità o fanatismi. Con la dottoressa Agueli e con il suo gruppo Palma Vitae, insieme, abbiamo lavorato assiduamente creando sul territorio una base solida (per quanto mi riguarda attraverso i laboratori e il teatro), base solida che ha avuto sede a Castelvetrano e che era punto di riferimento per molte donne. Se togli una casa ad un’associazione che opera nel territorio per la tutela della donna, con un centro di ascolto gratuito, con un laboratorio di cucito, con un laboratorio di teatro per tutte quelle persone che si sentivano a casa, non solo rompi un equilibrio, ma spegni un cuore pulsante, ed è questo che è successo in questi giorni con rammarico di tutti, perché seppur speravamo in un finale diverso, l’epilogo è triste. Una simile situazione mi rattrista e mi addolora, ma non per me o per la dott.ssa Agueli che dovrebbe solo essere sostenuta per lo spirito di sacrificio e impegno con cui ha svolto tutto ciò, ma per tutte quelle donne e quelle persone a cui verrà a mancare questo e altro.
Mi dispiace perché anch’io l’ho vissuta questa sede e secondo me si poteva trovare un’altra soluzione che non quella sbrigativa di “è finito il contratto”!!
Mi dispiace signor sindaco è finito un “contatto”, un contatto tra la possibilità di aiutare il prossimo e di offrire un posto sicuro, finisce un contatto concreto e risolutivo, e invece di continuare a sottolineare di “pagare bollette”, ne paghiamo le conseguenze prima di tutto! E prima di tutto dovrebbe esserci la sua comunità!”
Luana Rondinelli