Per gli amanti dell’arte contemporanea, martedì 28 agosto per il terzo appuntamento del XIV Premio Pino veneziano, si terrà alle ore 21 presso il giardino del Pensiero Contemporaneo la presentazione del volume Mash-up (Edizioni Skira) dell’artista Giuseppe Veneziano che dialogherà con Vincenzo Maria Corseri.

Il libro, oltre ad essere stato presentato a Milano ed aver ottenuto consensi da parte della critica artistica nazionale e internazionale, è un’antologia delle opere di Giuseppe Veneziano dagli esordi ai giorni nostri, la summa parziale di un’affascinante percorso artistico tra arte pop e citazione, tra ironia e provocazione con testi di Angelo Crespi, Ivan Quaroni, Valeri Lalov e dello stesso Giuseppe Veneziano.

Realizzato in occasione di una grande mostra a Monaco in Germania, il volume è una vera e propria monografia in inglese (con traduzioni in italiano e tedesco) sull’intero percorso creativo dell’artista fino a oggi.

Giuseppe Veneziano afferma nel volume: In questo libro ho voluto raccogliere le mie opere più importanti realizzate negli ultimi 15 anni di attività artistica, in cui la mia vita si è “mescolata” con un flusso di notizie, immagini e idee che è stato motivo di riflessione per me, principalmente, e per chi si è avvicinato al mio lavoro. Sapere che una mia opera è stata al centro di un dibattito pubblico o di una discussione privata significa che il mio lavoro ha preso almeno in parte la direzione che mi ero prefissato fin dall’inizio: “Se l’arte non può cambiare il mondo, provi almeno a scuotere le coscienze”.
Veneziano è riconosciuto dalla critica e dalle riviste di settore come uno dei massimi esponenti della “New Pop italiana” e del gruppo l’Italian Newbrow, teorizzato da Ivan Quaroni che, tra i critici, è quello che ha seguito con più attenzione il lavoro di Veneziano, e sostiene: Oggi, in tutta sincerità, posso affermare che Giuseppe Veneziano è uno degli artisti più importanti della sua generazione. L’unico che abbia saputo superare i confini elitari del Sistema dell’arte, per farsi intendere da un pubblico più vasto, ma non per questo meno sensibile alla bellezza.