[di Francesco Saverio Calcara] Per stabilire che l’arancina è fimmina non c’è bisogno di nessuna Crusca, basta un semplice ragionamento, con buona pace dei catanesi e dei messinesi, i quali (questi ultimi) è meglio che facciano “pignolate” perché di arancine non capiscono niente (basta assaggiare quelle del ferribott per convincersene).
Partiamo dalla considerazione che “arancino” e “arancina” sono diminutivi che non appartengono al siciliano, ma sono prestiti dall’italiano.

Vero è che in siciliano si dice “aranciu” per indicare il frutto, ma nessuno in Sicilia (nemmeno a Catania o a Messina) direbbe “arancinu” per indicare una piccola arancia, giacché il diminutivo di “aranciu” è “aranciteddu” (come peraltro risulta da una famosa canzone natalizia siciliana, quando si dice che a Gesù uno dei pastori “ci purtau n’aranciteddu”).

In siciliano il diminutivo si fa così: carusu/caruseddu; sceccu/sciccareddu; bamminu/bammineddu... Se dunque il termine che designa la deliziosa palla di riso fritta (sia al maschile sia al femminile) appartiene alla lingua italiana – e infatti gli stessi catanesi dicono “arancino” e non “arancinu” che non esiste – è ovvio che va preferita la versione “ARANCINA“, poiché in italiano (con poche eccezioni) i nomi dei frutti sono femminili, mentre quelli degli alberi sono maschili.

Lo aveva capito anche il grande scrittore catanese Federico De Roberto che, nel suo capolavoro “I Viceré”, fa mangiare agli Uzeda deliziose “arancine” e non improbabili “arancini”. E ci è arrivato anche Savia – la più nota pasticceria di Catania, in via Etnea – che giustamente sullo scontrino ha stampato “arancina”.

Quanto poi alla considerazione che il maschile deriverebbe dal fatto che a Catania le arancine si fanno a punta, vale la banale constatazione che l’arancia, da che mondo è mondo, ha forma rotonda.
Cari amici catanesi, se le fate col “pizzo” – per richiamare “a muntagna”, come vi piace dire – chiamatele in un altro modo: “etnino” ad esempio, ma non “arancino” c’un si pò séntiri. E se ancora vi piace tanto invocare la Crusca, ricordate che essa ha imperio solo sull’italiano e in italiano la grammatica è categorica: frutto femminile, albero maschile.