In Sicilia c’è un posto dove l’apicoltura tradizionale trae le sue origini da quella praticata in Sicilia dai Greci e dai Romani. Questo luogo è Sortino (provincia di Siracusa) e a raccontare questo legame che affonda nei secoli sono stati Giuseppe Salluzzo e Angela Sanfilippo nell’ultimo libro dal titolo “Apicoltura per amore: Sebastiano Pulvirenti una vita per le api. Storia e tecniche dell’apicoltura tradizionale in Sicilia con le arnie di ferula” (edizioni Montaonda). Salluzzo, architetto castelvetranese, insieme alla partannese Sanfilippo hanno raccolto la testimonianza di Sebastiano Pulvirenti, 86 anni, componente di una famiglia di apicoltori, fascitrari da generazioni. Un tuffo nel passato tra le pagine del libro. Col metodo praticato dai fascitrari, nelle antiche arnie in ferula, le api erano libere di produrre favi come credevano opportuno, secondo natura, decidendo se costruire favi a covata maschile o a covata di operaie e riuscendo a ricreare all’interno un equilibrio naturale dell’alveare, che mai le api possono avere nelle arnie moderne.
Quell’antico metodo ha lasciato spazio oggi alle arnie moderne. Dopo lo sviluppo dell’apicoltura razionale e il conseguente declino di quella tradizionale, Sebastiano Pulvirenti è rimasto tra i pochi fascitrari ancora legati alla tradizione apistica sortinese a lavorare con i fascetri, scelta operata per amore delle api e per continuare ad allevarle nelle arnie di ferula. Dal 2024 l’anziano è iscritto nel Registro delle eredità immateriali della Sicilia, nel libro dei tesori umani viventi. Salluzzo e Sanfilippo raccontano la sua storia. «Mi sono impegnato molto e per molti anni per cercare di trovare il modo di spiegare al mondo il nostro metodo, di descrivere con precisione ogni lavorazione, ogni fase, ogni azione e cercare di essere chiaro e sintetico; bisognava raccontare in modo semplice quello che era complicato da svolgere in questo mestiere», racconta Pulvirenti. L’incontro con Salluzzo e Sanfilippo gli ha fatto coronare un sogno, ossia quello di lasciare una memoria scritta della sua esperienza. «Questo mio ultimo lavoro per le api è come una ricompensa, un dono rivolto ai nostri avi, sapienti apicoltori, vuole essere come un fiore portato ai miei genitori, ai nonni, ai miei antenati e anche a tutti gli altri apicoltori siciliani, per l’amore che hanno avuto per le nostre api».
Il libro si presenterà il 7 settembre, ore 17, al baglio Florio del Parco archeologico di Selinunte. Interverrà, tra gli altri, anche il signor Sebastiano Pulvirenti che racconterà dal vivo la sua esperienza di fascitraro.
Angela Sanfilippo, Sebastiano Pulvirenti e Giuseppe Salluzzo.