liberare marò

fonte foto. Lettera43

La Giunta Municipale, presieduta dal Sindaco, Avv. Felice Errante, ha deliberato di adottare un Atto di indirizzo politico con l’espresso invito rivolto al Governo Italiano, ai Ministeri degli Esteri di tutti i paesi partner dell’UE, alla Commissione Europea, al Parlamento europeo, al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America, alle Nazioni Unite, ad esperire un’azione congiunta nei confronti dell’India, finalizzata all’attivazione dell’Arbitrato obbligatorio, ai sensi della Convenzione ONU sul Diritto del Mare, per la soluzione della controversia nella quale sono coinvolti i fucilieri di Marina ,Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, e all’immediata liberazione e ritorno in Italia dei due militari italiani.

Abbiamo deciso di adottare questo provvedimento perché riteniamo che da oltre due anni due valorosi italiani siano illegittimamente sottoposti alla privazione della libertà personale-afferma il Sindaco- Il Governo di quel Paese, in maniera del tutto contraddittoria rispetto all’evolversi dei fatti contestati ai due soldati italiani, sarebbe pronto ad applicare nei confronti dei nostri connazionali la legislazione antiterrorismo per la quale è addirittura prevista la pena di morte.

Tale orientamento porrebbe in essere una gravissima e inaccettabile lesione del diritto internazionale, della dignità dell’Italia e delle Forze Armate. Anche per questo motivo la controversia con l’India deve essere portata all’attenzione dei maggiori consessi internazionali– continua Errante- a qualcuno che potrebbe fare della facile ironia su questo nostro provvedimento rispondo che quando le cose si debbono fare vanno fatte, ed anche una piccola voce come può essere la nostra, al confronto di altri consessi mondiali, va spesa per contribuire ad una risoluzione di detta problematica, anzi auspico che altre città italiane, come ha già fatto Palermo, prendano posizione su questa incredibile vicenda.

Nel corpo della delibera si legge anche: Occorre evitare che gli interessi economici e commerciali prendano il sopravvento sul rispetto dei diritti umani. Occorre evitare che siano messi in pericolo i progressi fatti negli ultimi sessantanni in campo giuridico a tutela della dignità umana e degli Stati. Occorre inoltre porre all’attenzione degli Organismi nazionali ed intemazionali i casi di tutti gli altri nostri connazionali privati ingiustamente all’estero della libertà personale o sottoposti a tempi di giustizia non ragionevoli dalle autorità presso le quali devono essere giudicati.