La loro amicizia è nata per caso: il signor Francesco da poco più di 5 anni è costretto a sottoporsi a dialisi e Lillo Zito è infermiere nel centro “Diaverum” a Castelvetrano. È in quelle sale che è nato tra di loro un rapporto che va oltre quello di paziente e infermiere. Ed è grazie a questo rapporto che domenica scorsa l’anziano signore di 75 anni è stato salvato. La storia a lieto fine l’abbiamo raccontata qualche giorno addietro, con l’intervento anche dei carabinieri. Ma c’è una storia in questa vicenda di cronaca che va raccontata ancora. Ed è quella di quest’amicizia tra l’infermiere 50enne e Francesco, questo anziano signore che vive da solo in una casa nella frazione di Triscina.

«Con lui, già dai primi giorni che è arrivato in clinica, ho iniziato a dialogare – dice Lillo Zito – mi ha raccontato della sua vita, della scelta di vivere da solo». Quello che nasce è un rapporto d’amicizia. Lillo si fa dare il numero di telefono, i due si sentono anche fuori l’orario delle sedute di dialisi. Anzi, Lillo ogni domenica scende da Castelvetrano a Triscina per andare insieme all’anziano signore al bar per un caffè insieme.

Sarebbe dovuto succedere anche domenica scorsa. «L’ho chiamato al telefono tutta la mattinata – racconta Lillo Zito – ma lui non mi ha risposto. Poi nel pomeriggio sono sceso a Triscina, ho bussato alla porta di casa sua ma nessuno mi ha aperto, così mi sono insospettito e ho avvertito i carabinieri». La radiomobile arriva presto, i militari dell’Arma e Lillo scavalcano il muro di cinta e da una finestra semiaperta riescono a entrare. Il signor Francesco lo trovano riverso a terra, vicino il letto. «La notte del sabato era caduto dal letto ma non aveva la forza di rialzarsi – racconta Lillo – era vigile e neanche riusciva a prendere il telefono». L’intervento dei sanitari del 118 ha consentito di stabilizzare l’anziano.

Perché, dunque, raccontare l’amicizia tra Lillo Zito e l’anziano Francesco? È grazie all’affetto e al tenersi in contatto tra i due che questo anziano signore è stato salvato. «Lui sarebbe dovuto venire nel Centro martedì, quindi per due giorni, probabilmente, non l’avrebbe cercato nessuno e lui sarebbe rimasto a terra da solo», spiega Lillo. In tempo di Coronavirus, dove la solitudine si fa ancora più accentuata, storie di affetto, d’amore e solidarietà come queste danno ancora speranza.