La laurea? Niente discussione e voto dato a tavolino, secondo la media degli esami sostenuti. L’effetto del coronavirus ha toccato anche le Università. Cancelli degli atenei sbarrati e stop alle attività. Michele Milazzo, giovane castelvetranese e collaboratore della nostra redazione, ha visto andare in fumo la possibilità di poter vivere il momento di gioia della discussione della tesi, dopo anni di sacrifici. Il tutto doveva avvenire presso la sede romana di “Unicusano”. E invece? Ecco il suo racconto.

25 febbraio 2020: tutto sembra procedere per il verso giusto. I check-in dei voli per Roma sono stati appena stampati, prenotata la macchina a noleggio, le camere d’albergo confermate. Un giorno prima della partenza la sorpresa: una email dell’Università mi avvisa che la sessione di laurea è annullata.

Nonostante in quel momento la Regione Lazio non risulta ancora zona focolaio, l’amministrazione dell’Università ha deciso di sospendere gli esami e anche le sessioni di lauree previste per fine mese al fine di scongiurare ulteriori complicazioni.

Una mancata opportunità per me di trascorrere una piacevole giornata che segna una tappa fondamentale nella vita di un giovane. Infatti, io e la mia famiglia, animati dallo spirito dei festeggiamenti in concomitanza delle giornate carnevalesche, avevamo deciso di far partire la “carovana” composta da 10 persone per assistere alla discussione della tesi con la conseguente proclamazione, per poi approfittarne e visitare la Capitale. Progetto svanito.

È giusto che sia andata così. In una situazione di emergenza e incertezza, come quella che stiamo vivendo, è comprensibile che vengano meno le normali attività, per dare maggiore rilevanza alle problematiche ben più gravi. Bisogna accettare, senza alcuna sterile polemica, le decisioni che in queste ore il Governo sta presentando per arginare il più possibile la diffusione del virus. Il rammarico c’è ma bisogna essere propositivi e pensare alle persone che si sono ammalate e che la sicurezza e la salute vengono prima di ogni cosa. Anche prima della mia laurea.

Io e la mia famiglia speriamo in un momento migliore per festeggiare la mia laurea. Oggi, da giovane responsabile, voglio essere vicino a coloro che stanno soffrendo e a tutto il personale che, in prima linea, è pronto per la prevenzione e la cura del coronavirus.

Michele Milazzo