Dopo aver cominciato quasi insieme, nella stessa città, con una delle tante riviste scolastiche, tradizione che da oltre cinquant’anni avvicina i giovani Castelvetranese alla magia del teatro, e dopo aver avuto parti di formazione comune, Michele Perriera e il Teates, il. teatro Off di Palermo, Fabrizio Ferracane e Giacomo Bonagiuso, il primo emblema della Castelvetrano che sfonda, l’altro emblema della Castelvetrano che resiste, uniscono le forze in un progetto di rinascita, riappropriazione, ricostruzione, del tessuto narrativo di una Città ferita, martoriata, abbandonata, colonizzata.

Il laboratorio di “non” recitazione sarà la fucina, il luogo, l’aria nella quale e attraverso la quale tessere questa rinascenza. Non solo un laboratorio teatrale, dunque, ma un avamposto di civiltà perché attraverso la narrazione una comunità può riprendere in mano il filo del proprio destino

“Moltissimi ci hanno chiesto “come, dove, quando” – spiega Giacomo Bonagiuso: “Abbiamo risposto che al momento attendiamo di registrare e pesare la risposta di giovani, meno giovani, non giovani, più giovani, per poi poter proporre qualcosa di condiviso e condivisibile. Non il classico laboratorio, insomma, ma un’esperienza… Un luogo, un teatro, un’anima”

Fabrizio Ferracane, oggi alle prese con le riprese del nuovo film di Bellocchio, è pieno di energia: “Fatevi sentire, già siete tanti… mostriamo tutto l’entusiasmo che soltanto la teatralità può mettere in scena. Castelvetrano può svegliarsi e trasferire in un grande racconto la propria vitalità”.

Il teatro è di per sè quanto di più lontano dalla recitazione possa esistere. Recitare è un verbo brutto e un verbo vecchio, non descrive le dinamiche di un percorso che si sviluppa dentro una sala prova, o nella solitudine di approccio al personaggio. Gli attori non recitano, pure se spesso è questo il verbo a loro assegnato. Il teatro è una serie di esperienze di incontro finalizzate alla costruzione di una storia, una storia che merita d’essere narrata.

Fare un laboratorio di non recitazione sullo sfondo di un città devastata nella sua identità e svuotata, espropriata, come Castelvetrano, potrebbe essere la meno innocua delle provocazioni culturali.

Così alla mail nonrecitazione@gmail.com o tramite la pagina facebook “laboratorio di non recirazione” o al numero wapp 3474587137 gli interessati potranno manifestare la propria adesione, al fine di creare una nuova avvincente avventura.