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 Sono 263 le firme raccolte durante il sit-in di protesta degli agricoltori del Belìce e di Mazara del Vallo che si sono ritrovati ieri pomeriggio nello spiazzale adiacente al centro commerciale Belicittà di Castelvetrano. L’iniziativa è stata promossa dalla Consulta spontanea agricola che da settimane è in agitazione per i rincari nelle quote di pagamento del Consorzio di bonifica “Agrigento 3” che rifornisce l’acqua agli agricoltori del comprensorio. Ma non solo. Tra i motivi della protesta anche l’aumento del carburante: «Attualmente il settore agricolo sta vivendo una crisi gravissima, un attacco di natura economica che possiamo definire senza precedenti – hanno detto gli agricoltori – i costi di produzione dell’agricoltura sono saliti repentinamente in modo ingiustificato tanto che nel primo trimestre 2022 si è registrato un aggravio ai danni degli agricoltori del 20,4% su base annua».

Gli agricoltori denunciano la vicenda dei Consorzi di bonifica, «emblema del fallimento della politica regionale da decenni a questa parte», dicono. «La rete per la distribuzione irrigua è ridotta a un colabrodo con guasti e mancate erogazioni di acqua continui, operai e addetti ai lavori sempre in numero inferiore e inadeguato da un anno all’altro. In tutto questo, oltre al danno la beffa, si prospettano aumenti anche del 100% dei ruoli consortili».

A scendere in piazza con gli agricoltori ci sono stati i sindaci di Castelvetrano, Campobello di Mazara e Partanna, pronti a farsi portavoce delle lamentele e delle richieste degli agricoltori nei confronti del Governo regionale. «Oggi il comparto agricolo tutto rappresentato non scende in questa piazza per elemosinare nulla scende per chiedere alle istituzioni tutte di farsi portavoce autorevoli nelle sedi istituzionali dove si fanno le scelte per il mondo agricolo. Un grido di dignità», ha detto Enza Viola, consigliere comunale a Castelvetrano e promotrice della protesta. La Viola s’interroga: «Perché non autorizzano le aperture delle dighe nei primi mesi dell’anno? Questo aiuterebbe a mettere in pressione i tubi e riparare i numerosi guasti che, invece, si verificano in piena campagna irrigua», ha concluso la Viola.

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