Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Matteo Quartana in riferimento al divieto di balneazione in alcuni tratti del litorale di Marinella di Selinunte

Abbiamo appreso che il vice sindaco del Comune di Castelvetrano ha emesso una ordinanza di divieto di balneazione dei tratti di spiaggia interessati dalle immissioni in mare dei fiumi Belice e Modione e del depuratore di Selinunte.

E’ una storia molto triste, che si ripete ormai da troppi anni, senza che nessuna amministrazione sia mai riuscita non dico a porvi rimedio ma anche semplicemente a calendarizzare fra le priorità da affrontare. Conosciamo, con sufficiente certezza, le fonti di inquinamento.

Sul fiume Belice vanno a finire le acque reflue di tutti i comuni della valle, dei grandi alberghi che si trovano a ridosso della riserva e del villaggio La Fenice. Tutti loro dovrebbero essere forniti di impianti di depurazione in grado di abbattere di molto, ma non del tutto, il carico inquinante.

Funzionano sempre? C’è qualcuno preposto ai controlli? Non sappiamo. La stessa cosa dicasi per il Modione dove scaricano i comuni di Santa Ninfa, Partanna e Castelvetrano.

Discorso a parte merita il depuratore di Selinunte che, a mio avviso, rimane la fonte di inquinamento maggiore di tutta la costa a causa del suo pennello a mare rotto in più punti, a ridosso della battigia, e per la conclamata inadeguatezza dell’impianto a smaltire tutto il carico estivo che vi si riversa.

Le mie considerazioni sono il frutto di informazioni assunte in molti anni e di osservazioni dirette. Naturalmente non sono in grado di certificare niente, a parte l’inquinamento del mare che è purtroppo un dato certo, e quindi pronto a chiedere scusa nel caso venissi smentito dai diretti interessati.

Questo mio intervento ha il solo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza che ha per il nostro territorio e per la nostra comunità la tutela della salute delle acque del nostro mare. Il nostro futuro è necessariamente legato alla capacità che sapremo dimostrare nel difendere la balneabilità della nostra costa.

Matteo Quartana