Essepiauto

Tutto è iniziato nel ’98: «Avevo appena che diciassette anni e partecipai alla mia prima gara di regolarità da copilota a Giovanni Pellegrino (oggi Presidente dell’Aci Trapani, ndr)». Ne è passato di tempo da quando Giovanni Moceri ha mosso i suoi primi passi nella regolarità. In questi giorni il giovane pediatra è finito protagonista della gara più prestigiosa d’Italia, la Mille Miglia (1800 km, 113 prove, 7 di media). In coppia col giornalista bresciano Daniele Bonetti, Moceri ha vinto la gara più ambita dagli appassionati di regolarità del mondo. Per il quarto anno consecutivo il giovane di Campobello di Mazara ha gareggiato per il marchio FCA e quest’anno i 1800 chilometri li ha percorsi a bordo di un’Alfa Romeo 1500 Supersport del 1928, uno dei gioielli della collezione del Museo di Arese.

Fuori i riflettori internazionali della “Mille Miglia”, la carriera di Giovanni Moceri è nata e cresciuta a Campobello di Mazara. La scuola regolaristica (così chiamata ma mai istituzionalizzata) è stato un vivaio per moltissimi giovani che sono cresciuti a pane, pressostati e cronometro. A crearla fu l’ex sindaco Nino Buffa, colui che inventò la “12 ore notturna” che divenne, già sul finire degli anni ’60, la gara di regolarità più ricercata dagli appassionati della specialità. Anche per Giovanni Moceri, negli anni ’90, la “12 ore notturna” fu l’occasione per appassionarsi di motori e vetture. «La notte della gara stavo a guardare tutti i passaggi sui pressostati delle vetture – racconta Giovanni Moceri – poi dai più veterani raccoglievo aneddoti, trucchi, metodo».

La passione di Giovanni Moceri per la regolarità è nata da sé. Nella sua famiglia (il papà è pediatra, la mamma e il fratello farmacisti) nessuno ha mai praticato questa specialità automobilistica. Il giovane pediatra si è formato al cospetto dei top driver d’esperienza della specialità. Nei fine settimana, quando rientrava dall’Università di Palermo, provava con Mario Passanante, Giovanni Moceri, Paolo Messina, Francesco Di Pietra, Giovanni Pellegrino, Giovanni Isgrò, lo scomparso Enzo Messina, per fare alcuni nomi. Così ha alimentato la sua passione, prova dopo prova, gara dopo gara.

C’era la stoffa e di questo se ne sono accorti presto tutti. Dagli inizi del 2000 è iniziata la scalata verso tanti successi per Giovanni Moceri. Le gare di Campionato italiano, la Targa Florio (vinta 4 volte), il Gran Premio Nuvolari dello scorso anno, la Coppa Dolomiti conquistata 4 volte ma anche la Milano-Sanremo. Alla passione per l’automobilismo Giovanni Moceri ha abbinato il lavoro. Si è laureato in medicina, specializzandosi in Pediatria (lavora oggi presso l’ospedale dei bambini di Palermo), si è sposato con Valeria Dicembre (anche lei pediatra) e con lei ha continuato a coltivare la passione per la regolarità. Quella passione che gli ha permesso di fare incetta di premi meritati e di farlo imporre oggi come il miglior regolarista d’Italia. Nato e cresciuto nel vivaio che, proprio a Campobello di Mazara, creò l’ex sindaco Nino Buffa e che ancora oggi, dopo 50 anni, continua a “formare” i giovani in questa specialità automobilistica.