Ieri, come 76 anni fa, nell’ex aeroporto militare di contrada Fontanelle a Castelvetrano, atterrava il Presidente degli Stati Uniti d’America Franklin Delano Roosevelt. Erano i tempi difficili in pieno Conflitto mondiale e l’8 dicembre 1943, l’aereo che trasportava a bordo il Presidente degli Usa, atterrò a Castelvetrano. Ma perché Roosevelt volle fermarsi in quell’aeroporto prossimo alla costa sud occidentale? Cosa venne a fare in Sicilia? Chi doveva incontrare e per quale motivo? La motivazione ufficiale fu quella che il Presidente, di ritorno dall’Africa, doveva decorare alcuni sottufficiali e ufficiali che si erano particolarmente distinti. Tra questi anche il generale Mark Clark.

La storia di Roosevelt a Castelvetrano è finita in un libro – “L’Immacolata Segreta del 1943” (205 pagine con illustrazioni inedite provenienti dagli archivi statunitensi e dei reduci che si trovarono a Castelvetrano) – che lo studioso della storia della Seconda Guerra Mondiale, Maurizio Tosco (di professione architetto), ha scritto dopo aver svolto un lavoro certosino di ricerca tra l’Italia e gli Usa. Il libro si troverà nelle librerie a partire dal marzo prossimo, per la collana “Controstoria” di “Messaggerie libri”.

Quello che Tosco racconta tra le pagine è il vero motivo che portò Roosevelt a fermarsi a Castelvetrano. Quel mercoledì all’aerodromo di contrada Fontanelle, il Presidente riunì quel gruppo di consiglieri militari e politici fedelissimi che avevano elaborato, avviato e diretto la campagna Alleata in Africa, lo sbarco in Sicilia, l’armistizio dell’Italia fascista, si accingevano a studiare i piani per lo sbarco in Normandia, la liberazione dell’Italia, sino alla capitolazione della Germania.

«Il viaggio a Castelvetrano, come si direbbe nel linguaggio spionistico, è stata una missione coperta – spiega Tosco – il capolinea del “viaggio europeo” di Roosevelt. Un avvenimento straordinario e unico, passato sotto silenzio e quasi ignorato dagli storici».