Prosegue la spedizione dei pionieri dell’Antica Trasversale Sicula lungo le antiche arterie dell’Isola. Venti giorni di cammino interrotti solo dai riposi notturni e intervallati dagli incontri con le associazioni e gli enti locali pronti ad offrire ristoro ai camminatori.

I trasversali hanno raggiunto il cuore della Sicilia fra le Madonie e gli Erei dritti al lago di Pergusa, uno dei pochi laghi naturali di Sicilia.
“La Sicilia è luogo che regala una infinità bellezze culturali e naturalistiche in poche centinaia chilometri” affermano i tre francesi che per il momento hanno sospeso il loro cammino. La temperatura calda e stazionaria, intanto, accompagna i pellegrini italiani e stranieri lungo le antiche trazzere, fulcro dei rapporti agricoli, commerciali e militari della Sicilia nel corso dei secoli che hanno fatto dell’isola un punto nevralgico nel complesso sistema culturale mediterraneo. Un viaggio nel tempo che raccoglie millenni di storia fissati nelle radici più profonde dei monumenti e delle persone.
Basta osservare il paesaggio per ammirare il processo di trasformazione sociale, economico e culturale della Sicilia con i suoi insediamenti, i suoi beni monumentali e le infinite distese di viti e cereali che separano piccoli borghi e centri abitati, un tempo stazioni di transumanza e luoghi di ristoro per i viaggiatori.
Oltre a far conoscere le bellezze dell’isola a livello mondiale l’Antica Trasversale Sicula vuole consolidare il senso di appartenenza e la valorizzazione dei territori al fine di orientare al meglio le politiche territoriali e le strategie culturali. Tema che è stato affrontato nella riunione del 14 ottobre a Corleone all’interno del monastero medievale del Ss. Salvatore durante la quale erano presenti le associazioni territoriali e i rappresentanti degli enti e dei Comuni dei monti Sicani. Fondamentale il contributo dell’associazione “Zero91” grazie alla quale si rafforza la rete associativa “trasversale” volta alla realizzazione di un importante progetto di slow tourism.
Obiettivo di quest’anno è anche la realizzazione del “The Green Link” in collaborazione con Biocity che ha permesso di piantare delle palme nane presso la Cascata delle Due Rocche di Corleone e in altre località siciliane e di adottare ben ventiquattro alberi identitari per le comunità attraversate dal cammino, dalla centenaria ericina di Trapani, all’ultimo olmo di Valledolmo in provincia di Palermo.

Per seguire in tempo reale gli spostamenti dei camminatori, le tappe del percorso, scaricare le tracce .gpx, le note di percorrenza, i punti di pernottamento e i siti di interesse storico-archeologico e naturalistico è possibile consultare le mappe caricate su GoogleMaps (https://bit.ly/2YsMiIE) e sul geoportale dell’Osservatorio Turistico della Regione Sicilia all’indirizzo https://urly.it/331qf. Tutti coloro che volessero prendere parte al cammino possono inviare una mail all’indirizzo trasversalesicula@gmail.com.

LA STORIA ED IL TRACCIATO
L’evento s’inserisce in un progetto ben più ampio di recupero e di valorizzazione socio-economica di un antico tracciato individuato seguendo gli studi degli archeologi Biagio Pace (tra i fondatori, nello scorso secolo della scuola di Topografia Antica italiana e ordinario de «La Sapienza» Università di Roma) e Giovanni Uggeri (professore emerito della stessa Università) che hanno individuato un reticolo di Trasversali Sicule almeno del periodo greco che collegavano Camarina alle principali città greche, indigene e puniche della Sicilia orientale e occidentale. Il percorso è stato studiato e ritracciato tra il 2016 ed il 2017 da un gruppo di archeologi e appassionati camminatori che lo ha ripercorso, mappato e geo-referenziato grazie alla collaborazione con il LabGIS dell’Osservatorio Turistico Regionale Siciliano, individuando i principali punti d’interesse turistico.
Questo cammino è forse uno dei pochi al mondo che colleghi così tanti siti d’inestimabile valore: Camarina, Pantalica, Akrai, Palikè, Morgantina, il lago di Pergusa e la Rocca di Cerere, Entella, Hippana, Mokarta, Segesta e Mozia. Ma non solo: la Trasversale ha rivelato ai pionieri che l’hanno ripercorsa tutte le complessità dei suoi paesaggi e le molteplicità dei suoi dialetti, lingue e tradizioni culturali e produttive, quest’ultime magnificamente espresse nella varietà e qualità dei prodotti e della cucina locale.
L’addetto stampa
Agostina Marchese