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La scuola non è solo il luogo principe dell’apprendimento, ma anche quello in cui, assieme alla famiglia, la comunità si forma. È partito da queste premesse l’incontro sul tema «Lego, schivo, cacolo – Il cervello tra i banchi di scuola», che si è tenuto nella sala consiliare di Santa Ninfa. A organizzarlo l’Istituto comprensivo «Capuana» di Santa Ninfa (che comprende anche le sedi di Salaparuta e Poggioreale) con il patrocinio del Comune. Si è trattato di una nuova tappa del cammino che da anni un’istituzione scolastica all’avanguardia nella ricerca, con la collaborazione dell’amministrazione, compie lungo il tragitto dell’apprendimento scolastico, concentrandosi in particolare su disturbi quali la dislessia, la disgrafia e la discalculia.

«Disturbi che quarant’anni fa – ha ricordato il sindaco Giuseppe Lombardino – non venivano neppure diagnosticati». Oggi, però, riconoscerli, affrontarli e trovare soluzioni educative è una delle sfide più ambiziose per chi lavora nella scuola, come ha sottolineato la dirigente del «Capuana», Maria Letizia Natalia Gentile, che ha parlato di «intelligenze multiple» («soggetti attivi con forme di intelligenza diverse») e l’ha definito «un passaggio obbligato se si vuole perseguire l’obiettivo del successo formativo».

Poi è toccato all’esperto Ferdinando Sanzeri, pedagogista dell’Asp di Trapani e docente al master sui disturbi dell’apprendimento all’Università di Palermo, avviare una riflessione maieutica sull’apprendimento, di cui hanno beneficiato docenti e famiglie. Ne è sortito un dibattito vivace moderato dal giornalista Vincenzo Di Stefano. Il gruppo di lavoro che ha organizzato l’incontro era composto dalle docenti Silvana Glorioso, Giusi Cascio e Anna Trinceri.

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