[di Germano La Monaca e Giacomo Priolo] Con la rimozione della struttura attrezzata del locale “Spazio retrò”, Castelvetrano riconferma per l’ennesima volta l’andamento che ha intrapreso da un decennio a questa parte e diretto al sistematico annullamento di ogni possibilità di relazione sociale tra i propri concittadini. Queste riflessioni non vogliono essere un attacco a qualcuno, né tantomeno una richiesta finalizzata a un’improbabile ricostruzione della struttura, ma semplicemente un appello, un campione prelevato dal sentire comune di noi giovani, che, escludendo la già tragica situazione socio sanitaria che stiamo vivendo a causa della pandemia, ci vediamo sottratti tutti gli spazi di socializzazione all’interno della città.

Dicono sempre che i giovani sono il futuro, ma è il futuro ad aver bisogno di giovani, idee, progetti, nuovi punti di vista. Molti di noi si sono stancati e quello stesso futuro hanno cercato di costruirlo altrove, dove la voce non risuonava a vuoto, ma veniva ascoltata e dove i progetti potevano prendere forma. Non ci può essere vita senza spazio e sembra quasi che gli ultimi luoghi che ci leghino a Castelvetrano si stiano riducendo alle nostre rispettive abitazioni.

Se da un lato quindi rimane fondamentale seguire la legge, dall’altro ci appelliamo alla responsabilità e alla capacità degli amministratori di investire sulla socialità, sullo spazio in cui può esistere una collettività, considerando che finché rimaniamo in casa, l’unico “spazio” a nostra disposizione si riduce quello privato. Ovviamente, tutto ciò è da considerare in clima post pandemico, in cui sarà possibile tornare a una vita normale, fatta soprattutto di relazioni umane.

Esiste una piazza, ma qual è il suo senso se viene lasciata vuota? Rispettiamo la legge, ma diamo supporto a chi ha voglia di investire in questo paese, sulle persone che vi abitano. Scommettiamo sulle loro forze e investiamo sulle idee future, non rimarremmo sempre in casa. Il mondo è in continuo movimento ed è un vero peccato che una città come Castelvetrano sia indirizzata quasi a un regresso che ad un progresso. Riflettiamoci insieme, per creare un Comune, una volta superata la pandemia, che riponga la sua forza proprio nel far rimanere i giovani, anziché costringerli a trovare i propri spazi al di fuori. Credo di parlare a nome di tutti quando dico che viviamo in luoghi magici, che hanno un potenziale incredibile se solo potessimo fare di più. Premiate almeno chi di progetti per Castelvetrano ne ha ancora qualcuno.

Germano La Monaca e Giacomo Priolo