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Il bando che mette in palio 300 posti alla Regione Siciliana è quasi pronto e, visto che resta in un limbo il maxi concorso da 1.100 posti nel Centri per l’impiego, ecco che, come riporta Giacinto Pipitone in un articolo del Giornale di Sicilia in edicola, arriva una chance per entrare nella pubblica amministrazione.

La selezione da 300 posti è stata prevista da un articolo dell’ultima Finanziaria ed è un modo con cui la Regione cerca di aggirare il divieto di assunzioni a tempo indeterminato che lo Stato ha imposto tramite gli accordi di gennaio che puntano alla riduzione della spesa corrente in cambio di un aiuto per la sistemazione del bilancio.

Dopo un primo via libera in commissione Bilancio all’Ars, adesso tocca alla giunta, che si riunirà domani, definire alcuni aspetti e dare l’ok. Il bando prevede che una parte dei neo assunti lavorerà per i Comuni e i profili cercati saranno quelli di amministrativi, tecnici ed economici.

“E’ una boccata d’ossigeno per la macchina regionale che in parte andrà in rinforzo nei Comuni, già in condizione di estrema difficoltà – commenta il segretario generale della Uil Sicilia, Claudio Barone -. Perché gli enti locali possano sviluppare progetti e utilizzare i fondi a loro destinati bisogna, però, pensare a supportarli creando delle strutture consortili per la progettazione ed evitando, così come successo in passato, di non spenderli e vederli dopo destinati ad altre aree geografiche”. Secondo Barone “serve procedere all’assunzione del 1.100 lavoratori nei Centri per l’impiego, anche questi finanziati dallo Stato per tre anni di cui purtroppo uno già perso e gli altri due a rischio. Il vecchio bando è stato bloccato per via della modifica della legge Brunetta sulle norme di reclutamento del personale della pubblica amministrazione ma non si possono tollerare ulteriori ritardi, si deve procedere a redigere il nuovo bando secondo le nuove normative”.

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