Il filo di Angela – Nella vita di ognuno di noi ci sono sempre dei fili conduttori che in maniera più o meno evidente segnano il nostro percorso…c’è chi li chiama “destino”, chi li chiama “indole”, chi sa individuarli e ne facilita lo svolgimento, chi vorrebbe spezzarli per “cambiar registro”. A volte ti accorgi solo in un secondo momento che in maniera inconscia hanno risvegliato lo stupore e la curiosità del fanciullino che è in te e ti ritrovi, insieme ad altre persone che non conosci ma che sono state mosse dal tuo stesso sentire, a vivere un pomeriggio magico in uno scenario fantastico e regale come quello del Castello Sforzesco di Milano.

E questo è proprio quello che è successo a me e a tanti altri allievi (non dico ex, perché si rimane sempre allievi di una grande Maestra), in un pomeriggio assolato di ottobre, in occasione della presentazione del libro della professoressa Angela Calabrese Liotta “L’eredità della Grecia antica”.

Quando la professoressa mi ha invitato all’evento ho sentito subito dentro di me una forte emozione! Era un’opportunità unica: poter incontrare nuovamente la mia cara professoressa del Liceo e vivere un’esperienza un po’ diversa dalla solita routine quotidiana…ma non mi rendevo conto veramente di quello che quell’evento sarebbe stato effettivamente per me e per tutti i presenti!
E così, quasi inconsciamente, io e altri ex ragazzi ci siamo ritrovati nello stesso posto a festeggiare una grande Donna, a sottolineare con le nostre testimonianze l’influenza della cultura greca nelle nostre vite, seppur diverse e a prima vista così lontane dall’antico mondo classico greco, guidati da quell’unico “filo” conduttore che Angela ha iniziato a tessere in noi già negli anni del Liceo e che si chiama “Philia”.
E’ stata proprio Lei, la professoressa Angela, a volerci fortemente al suo fianco in quel pomeriggio. Appena arrivato, non potevi non notare l’emozione nei suoi occhi, la Sua gioia nel rivedere quegli “occhiuzzi” che Lei ricorda ancora con emozione “illuminati dal desiderio di apprendere e dalla gioia del condividere”.

Ci chiama tutti per nomi, ci abbraccia e l’emozione si trasforma quasi subito nella consapevolezza che l’amore che lei da sempre ha provato per i suoi “figli” e che i suoi “figli” ricambiano in maniera così spontanea le darà anche questo pomeriggio la forza per affrontare le emozioni di un momento di condivisione importante.
Perché questo è stato quel pomeriggio, la presentazione di un libro “vivo”, come lei stessa lo ha definito, la condivisione di un modo di intendere la vita che, partendo dall’antica Grecia, colora da sempre la quotidianità di chi ha avuto il piacere e l’onore di incontrare, in classe ma anche fuori dal contesto scolastico, la professoressa Angela Calabrese Liotta e attingere dal suo sapere e dal suo amore per la Vita.
E dalla fierezza dei ricordi della prima Camminata Selinuntina del 1979, ai più recenti riscontri dell’ancora attualissima importanza dei simboli associati a diversi ed eterni modelli greci tra i quali mi piace ricordare Ulisse, “Uom di multiforme ingegno”, in tutti noi presenti è parsa chiara l’unicità e la magia del momento vissuto. Un ricordo che porteremo sempre nel nostro cuore, un tassello in più nel variopinto mosaico di insegnamenti ricevuti dalla professoressa Angela Calabrese Liotta e dalla Cultura Greca che lei ci ha insegnato ad amare come una κτημα ες αιει, un acquisto per sempre.
Antonella Ancona