[di Francesca Mandina] Stamattina mi sono alzata, immediatamente ho provato una bella sensazione di vita. Mercoledì 27 gennaio 2021, mentre ringrazio il Signore del dono della vita, doverosamente il mio pensiero va a un giornata che non si può non ricordare.

Il 27 gennaio, giornata internazionale della memoria, si fa viva la storia, si commemorano le vittime della Shoah, male universale, si ricordano tutti i sommersi e quelli che si sono salvati.

È un giorno che riguarda soprattutto gli ebrei, tutti coloro che sono sprofondati nell’abisso dei lager nazisti, ma riguarda anche noi italiani che dobbiamo avere il dovere della memoria.

Questa giornata fa parte ormai della memoria collettiva del nostro paese, di noi italiani che stando “nelle nostre tiepide case”, non possiamo dimenticare i crimini dei nazisti, le violenze perpetrate a milioni di uomini.

Una giornata che ci fa meditare su tutto ciò che è stato affinché una simile tragedia non si ripeta mai più. Noi non potremo sopportare un dolore simile, è stata davvero una tragedia immane.

Noi italiani ed europei staremo dunque in guardia, non cadremo nell’oblio della memoria, non dimenticheremo l’olocausto, come non permetteremo a degli idioti negazionisti di interrompere la storia.

Guai a chi lo fa!

La tragedia del novecento, il dolore di milioni di innocenti, di bambini, di anziani, di donne, ragazze, di Anna a Frank e di tante che si potevano chiamare Vita, Lucia, Marta o Francesca, ci impone il dovere della memoria. Tutte queste ragazze sono state strappate alla loro vita e a tanta gente la speranza di un futuro è stata negata.

La tragedia del novecento è stata la nostra storia, mai saremo indifferenti ad essa, consapevoli che comunque dobbiamo imparare a considerare noi stessi per potere comprendere fino a che punto può arrivare l’essere umano.

C’è la sofferenza e l’umiliazione in chi è sopravvissuto, ma tanta è la rabbia che si legge nel viso di quei figli che hanno convissuto per tutta la vita col dolore dei loro genitori, vittime di boia criminali e del folle progetto del regime nazista.

Per questo dobbiamo dire ai giovani che tutto ciò che è stato non può essere negato e dovrà rimanere per sempre scolpito nella nostra memoria.

Spieghiamo pure, però, che, purtroppo, anche noi italiani siamo stati complici della razzia degli ebrei, ma non dimentichiamo di dire che siamo orgogliosi di molti italiani che hanno collaborato per salvare vite umane.
Tutti i “giusti “della storia vanno esaltati .

Sappiamo che tutto ciò non dovrà mai più accadere ma , siccome sappiamo pure che il pericolo è sempre presente, bisogna mettere i giovani in guardia. Se è successo potrebbe succedere ancora.

A me piace sperare che quello che accadde non succederà più, in fondo noi italiani abbiamo valori condivisi, abbiamo la nostra identità, ma anche la nostra diversità ci dovrà tenere uniti.

Ci sono valori che ci uniscono, sono i valori che i nostri padri ci hanno lasciato, rispetto, responsabilità, tolleranza, condivisione, accoglienza insieme a quei valori fondamentali della democrazia e della libertà.

Prof.ssa Francesca Mandina