La Storia non può avere nulla di complicato perché non è altro che il susseguirsi di accadimenti. Non ha copioni e soprattutto, non è rappresentata da attori preparati bensì da protagonisti, non di rado loro malgrado.

I guitti da marciapiede, i fanfaroni, i giullari , i falsari e i delinquenti possono entrare marginalmente per esigenze narrative ne “i cunti “ . Addolcendo la pillola , nei miti e nelle leggende che i nonni raccontavano amorevolmente ancor prima…. del “Carosello” e poi a letto. Un certo Esiodo, qualche tempo fa spronava l’uomo a recuperare in tutto il filo logico. Il non uno qualsiasi. Poverino , sempre inascoltato!

L’antesignano Tribunale della mitologia greca si reggeva su Themis che impersonava l’ordine e il diritto. Pubblico Ministero, ante litteram, era la figlia Dike che accusava con spietata veemenza gli uomini a Zeus. Anche per il solo sospetto che potessero offendere. Quando si dice il sospetto! Da sempre incontrastato alimento da rovescio del diritto!


La Giustizia, poi ! Quella del dopo, mai del prima. Compensativa come aggravante e per nulla riparatrice viene ancora oggi “distribuita” da Nemesi che, nei pressi di Carrapipi, non significa altro che punizione, e, a Mancolicani vendetta crudela da conati di invidia. Anche l’impero Romano, ancora imperante, ne addolcisce il nome con l’altisonante Iustitia. La dea dei codici.

La vestale della Norma ,senza melenzane né basilico. L’immagine , poi, copre l’intero schermo cinematografico. Una gran bella Signora, appositamente bendata per non vedere nulla, con gravi problemi rinitici per non sentire il puzzo della morte dovuta al fango putrido dell’infamia, dispensata in calici di fiele da giuda clonati col nero dell’anima spenta , con la flatulenza di crani spettrali. Imperano, così, cinici accusatori con l’anima posticcia conservata nel cassettino dell’inutile che vanno in scena senza nemmeno quella. Capiranno i Tritoni dei riti pagani quanto tutto ciò contrasti con il Vangelo che vuole sacra la vita e non giustifica alcun ricorso a una qualunque forma di violenza . Capiranno ?

Antonio Vaccarino