lia calamiaFesteggiare le donne significa altro che appendere delle mimose ai lampioni, mimose prontamente raccolte da coloro i quali pensavano fossero apposte come su un albero della cuccagna.

Come sempre le offese sono il mezzo con cui si difendono iniziative probabilmente vuote di significato, e se si vuole far passare per ignobile la cittadinanza che non partecipa alle mirabili iniziative del genio dell’organizzazione io non abbocco.

Sono andata alla Chiesa del Purgatorio dove cinque donne, provette ricamatrici, sono state al freddo e al gelo e in solitudine perché nessuno ha preparato loro accoglienza e fatto comunicazione. Nemmeno la gentilezza di un thè caldo, di un gruppo di visitatori. Altro che festa!

La gente non partecipa alle iniziative vuote ed esteriori poste come al solito al centro di una strada nei pressi del suo negozio, Sig. Billeri, al freddo di una primavera ancora lontana.

Se la gente sta meglio a casa propria al caldo, per trascinarla fuori occorrono motivazioni e progetti altamente appetibili.
Rifletta, Presidente, prima che il suo carattere irruento e apertamente offensivo le crei il vuoto attorno.

Lia Calamia
da lei definita “Una donna ridicola”
ex socia dell’associazione Castelvetranoshopping

P.S.: I Castelvetranesi sono delle degne persone, di rara sopportazione, e ritengo che un 2% che così non è ci stia.
Tra questi metto anche coloro i quali credono di essere i migliori, la créme de la créme, come il Vesuvio per Napoli per intenderci, e camminano con il naso per aria, gonfi di boria, non accorgendosi che calpestano tutto quello che incontrano.