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Al momento la vera perdita non è stata ancora quantificata. Ma c’è chi scommette che si tratterà di milioni di euro in tutto il territorio di Campobello, Castelvetrano e Partanna. A raccolta non ancora conclusa, il comparto olivicolo accusa i colpi. E il grido d’allarme degli agricoltori si era già fatto sentire settimane fa. Le due iniziative a Castelvetrano (che hanno prodotto il risultato di far accendere le luci sulla problematica) hanno spianato la strada in questa direzione, poi gli agricoltori hanno deciso di non raccogliere olive per due giorni. Anche Coldiretti ha voluto affrontare la delicata questione.

Il direttore di Coldiretti Trapani Santo Di Maria e una delegazione di imprenditori del comparto hanno incontrato il Prefetto Filippina Cocuzza. C’era anche Francesco Marino della Consulta spontanea degli agricoltori. Quello che hanno chiesto è l’urgenza che si formi il Governo regionale, per trovare interlocutori e discutere della questione che ruota attorno alla crisi che accusa il comparto. A determinarla, in maniera così pesante, quest’anno sono state le grandinate negli ultimi mesi che hanno danneggiato il prodotto. E così il prezzo per l’oliva da mensa cultivar Nocellara del Belìce è andato giù: alcune partite sono state comprate a 0,70 euro a chilo e il prezzo massimo pagato è stato 1,20/1,40 euro a chilo. A conti fatti i ricavi per gli agricoltori sono davvero risicati: «Continuando così il comparto morirà», spiega Enza Viola, anche lei nella Consulta spontanea degli agricoltori e referente dell’Unione coltivatori italiani. I contraccolpi si accusano anche per l’olio. La bassa resa (per la troppa pioggia) sta mettendo in commercio quantità d’olio più ridotte: gli oleifici ritirano a 5,50/6 euro a chilo e il prezzo al pubblico è quasi attestato sugli 8 euro. Per Enza Viola i tempi sono maturi per costituire un consorzio che mette insieme tutti gli attori della filiera.

L’obiettivo è quello di creare un organismo che sia “voce unica”Si cercherà di creare un solo organismo che possa fungere da ‘voce unica’, «per capire le tendenze del mercato futuro, valutando anche il marketing del nostro olivo al fine di capire meglio la domanda e l’offerta». La proposta della Consulta è quella di stabilire per pezzature (per calibro) un prezzo minimo di mercato, dal quale ci si può discostare, in alzata, solo per qualità. «Abbiamo costi certi di produzione che non ci permettono di poter vendere l’olivo ad un determinato prezzo», è quanto chiarisce Enza Viola. Si guarda, dunque, a dicembre come mese nel quale iniziare a gettare la basi per un organo unico che riesca a far sedere allo stesso tavolo gli attori del comparto. La crisi, intanto, non si accenna a placarsi. La raccolta nel comprensorio Campobello-Castelvetrano-Partanna sta continuando. E per gli agricoltori sarà, anche questa, un’annata da dimenticare.

 

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