messaggio elettorale autogestito
CICU ELEZIONI EUROPEE

Alla fine di una cerimonia di qualsiasi genere i ringraziamenti sono d’obbligo, e comunque rituali. Quelli del Comitato “Orgoglio Castelvetranese” vanno a tutti, a chi c’era ed a chi non c’era, ma ha comunque condiviso l’iniziativa del Corteo; a chi è sceso in strada ed a chi non lo ha fatto perché fuori città o perché impossibilitato da mille plausibili motivi.

Un sentito grazie a tutti, comprese le forze dell’Ordine (Polizia, Carabinieri, Vigili Urbani) che ci hanno aiutato a gestire in maniera civile ed ordinata lo svolgimento della manifestazione.
Il nostro dissenso, invece, va a chi ha voluto in qualche modo, in tanti modi, purtroppo, boicottare la manifestazione. Lo hanno fatto i rappresentanti di alcuni partiti che non hanno condiviso l’azione del Comitato perché, non riconoscendone la assoluta neutralità partitica, la ritenevano parziale in quanto nel Comitato sono presenti soci che hanno fatto politica attiva. Lo hanno fatto molti insegnanti che non hanno saputo valutare il grande effetto educativo della partecipazione degli studenti ai fatti che riguardano il territorio in cui vivono e si formano (la manifestazione della propria ferma avversione al fenomeno mafioso, la difesa dell’ospedale dagli attacchi dovuti ad azioni politiche speculative, la protesta civile contro l’inefficacia dei servizi pubblici, l’incertezza per il loro avvenire, per il momento in cui lasceranno la scuola ed affronteranno l’impegno universitario o il lavoro).

C’è chi ha additato il Comitato con giudizi assolutamente fuori luogo, denunziando di avere speculato sulla presenza degli studenti per rinfoltire i ranghi e dimostrare numeri consistenti nella partecipazione al Corteo: gretta e retriva rappresentazione della realtà che si è invece poi manifestata in maniera molto diversa.

Se tutti i docenti delle tante scuole di Castelvetrano avessero assistito al modo estremamente composto e civile in cui i ragazzi hanno partecipato ed hanno saputo esprimere il loro pensiero sulle difficoltà che sta attraversando la città ed il suo territorio, non avrebbero potuto che essere tutti orgogliosi della maturità e della consapevolezza dimostrata dai loro studenti.
Il Comitato non fa campagna elettorale, non ha bisogno di numeri, ma di consensi dovuti alla consapevolezza che il cittadino può essere responsabile e partecipe della sua condizione e può impegnarsi per il miglioramento di tale condizione, insieme a tanti altri cittadini come lui.
Al Comitato rimane la soddisfazione di avercela fatta ancora una volta a rappresentare le istanze di rinascita di una Città che dimostra le sue valenze già per il solo fatto che è stata capace di esprimere un Comitato come Orgoglio Castelvetranese.

Immodestia? No, consapevolezza che con l’azione civica onesta e tenace, con la partecipazione della cittadinanza all’azione risanatrice delle Istituzioni la città può rinascere dalle sue macerie, quelle del terremoto che dal ’68 ad oggi, tra scosse telluriche e fenomeni di grave disagio sociale, continuano ad essere la rappresentazione morale e materiale di ciò che sembra che Castelvetrano sia, con la convinzione che Castelvetrano può essere molto di più.
Ma il Corteo ha avuto le sue motivazioni soprattutto nel voler sollecitare le Istituzioni a tenere conto del fatto che la ripresa della legalità passa anche attraverso la ricostituzione di uno stato di normale fruizione del “bene comune”. Che non può determinarsi solo attraverso la demolizione di uno sparuto numero di case abusive, nella dichiarazione che non c’è alternativa al dissesto finanziario del Comune, l’esecuzione di sequestri e provvedimenti giudiziari per demolire le strutture su cui si fonda la connivenza con il fenomeno mafioso (giusto il motivo ma troppo spesso deleteri gli effetti a causa della pessima gestione da parte dei consulenti incaricati che hanno fatto fallire le aziende sequestrate).
La giustizia faccia pure il suo corso a Castelvetrano; la gran parte dei cittadini ne sarebbe ben lieta. Ma la Regione e lo Stato hanno l’obbligo di saper coniugare il ripristino della assoluta legalità alla cura di tutto ciò sia necessario per la sopravvivenza di una comunità allo stremo. Il Comitato e la cittadinanza che solidarizza con le sue azioni chiede di ricevere finalmente ascolto alle sue accorate istanze e, come ha fatto durante il Corteo, grida fermamente questo: Castelvetrano, da “Città cancellata” a “Città pulita e rinnovata”.

Antonio Colaci
Presidente del Comitato Civico Orgoglio Castelvetranese