In un mondo globalizzato la via di accesso al sapere globale è rappresentata dal plurilinguismo: le lingue sono infatti uno strumento di contatto mondiale. Nella società multiculturale e multietnica la padronanza di una seconda lingua, quella inglese in special modo, apre  al cosmopolitismo culturale.

La  scelta di portare avanti, durante la fase di lockdown, i Trinity Labs attraverso la didattica a distanza e di affrontare gli esami nasce dall’impegno e dalla volontà, da parte di insegnanti e alunni, di trasformare in opportunità le sfide affrontate in questo difficile periodo.

Il 5 e il 6 ottobre scorsi, 91 candidati, guidati dalle docenti specializzate Eleonora Glorioso, Maria Letizia Palmeri, Paola Pantaleo, Maria Cristina Rizzo hanno sostenuto i Trinity Examinations GESE (Grades 1, 2, 3) dinanzi a  Mr Harjan Sandhu, esaminatore madrelingua proveniente dal Trinity College London, con grandi risultati che, in questa fase, hanno una particolare importanza, sia per il valore aggiunto che rivestono rispetto alla prova in sé, sia per la ricaduta altamente positiva dell’esperienza formativa.

In linea con le Indicazioni Nazionali per il Curricolo e con il Quadro Comune Europeo di Riferimento (QCER), durante il percorso laboratoriale, sia in presenza che online, gli insegnanti hanno integrato elementi tradizionali come il dialogo, il role-play e il consistente approccio grammaticale con elementi maggiormente innovativi quali ad esempio materiali appositamente pensati per l’individualizzazione e la personalizzazione, basandosi sui principi del learning e del thinking by doing, che ha nell’esperienza concreta il suo cuore pulsante.

Attraverso semplici tasks, è stata intrapresa dunque un’azione didattica di tipo comunicativo-funzionale, calibrata ai reali bisogni di ciascuno, intercettando la sfera emozionale degli alunni e proponendo l’Everyday English, mediante la simulazione di situazioni mutuate dalla vita quotidiana, che hanno ridotto il gap tra scuola e realtà e sollecitato gli alunni a riflettere sul ruolo sociale della seconda lingua, a considerare la padronanza linguistica appresa come una possibilità per aprirsi al mondo e giocare un ruolo attivo e consapevole nella comunicazione interpersonale, in autonomia e nella piena coscienza della propria identità psicolinguistica. Dovendo privilegiare l’esercizio orale della comunicazione, partendo dal naturale processo di comprehension-production and language acquisition, senza mai trascurare le abilità di Reading e Writing, è stato dato ampio spazio alle attività di Listening e Speaking, dando risalto all’aspetto prosodico della lingua, nella triade intonation, stress and rhythm. Mediante il cooperative learning implementato nei pair, group and project works e attraverso attività di transfer, gli alunni si sono abituati ad una buona agilità mentale, passando anche attraverso la fase di extension, durante la quale essi hanno avvertito la vicinanza a una cultura diversa dalla propria. I feedback immediati hanno dato la misura di quanto gli obiettivi di tipo comunicativo, cognitivo, metacognitivo e sociale siano stati ampiamente raggiunti e di come l’apprendimento costituisca un processo continuo, long life learning, spendibile e fruibile nella vita ordinaria.

Nell’ottica di una concreta integrazione nel vasto panorama internazionale, la Scuola è pronta a nuove sfide grazie  all’ Erasmus+  KA2 “GAMIFICATION IN CLASS challenges and reward”, il cui obiettivo è “Cooperation innovation and the exchange of good practices”, insieme a  quattro Paesi europei, quali Lituania,  Romania, Spagna e Turchia, che rafforza ancor di più la dimensione europea dell’educazione e della formazione.

Critical and creative thinking, communicating e collaborating sono le principali 21st century life skills, con le quali agli alunni è consentito trovare strategie per lo sviluppo della creatività, della capacità decisionale, l’attitudine al problem solving.

Oggi, afferma la dirigente, prof. Maria Luisa Simanella, il setting di apprendimento è cambiato: è un ambiente vivo, interconnesso alla realtà e al mondo, in cui la scuola deve affiancare al compito “dell’insegnare ad apprendere”, quello “dell’insegnare a essere”, insegnare le regole del living e del living together è diventato, pertanto, per gli insegnanti un compito ineludibile.

E’ questa la strada da percorrere per favorire lo sviluppo delle fluencies del XXI secolo, per consentire agli alunni di ampliare sempre più il bagaglio di conoscenze, trasformandole in competenze per la vita, così da garantire a tutti una partecipazione consapevole e attiva nella società del terzo millennio.

Il docente referente
Maria Cristina Rizzo