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Chiuso il primo ciclo di censimenti permanenti nel 2021, l’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) si appresta a lanciare il Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni per l’anno 2022. Si tratta del 20° censimento dal 1861, anno in cui si è raggiunta l’Unità d’Italia. Da allora, salvo rare eccezioni, le rilevazioni sono proseguite con cadenza decennale fino al 2011. Nel tempo sono state applicate, però, numerose e variegate modifiche (al significato dei termini, ai riferimenti territoriali, ai quesiti del questionario, allo spoglio e all’elaborazione dei dati) fino ad arrivare alla rilevazione annuale per mezzo del censimento permanente.

Il Censimento permanente, svolto con cadenza annuale, è una novità recente e offre la possibilità, rispetto al passato, di ottenere una fotografia sicuramente più aggiornata e completa, consentendo di aggiornare i dati con una frequenza maggiore. Questo permette una più immediata individuazione delle problematiche che colpiscono il Paese e consente di programmare con maggiore efficacia gli interventi atti a limitarle o risolverle.

Quello del censimento permanente è, quindi, uno strumento importante e soprattutto pionieristico, dal momento che nessun Paese dell’Unione Europea vi ha fatto finora ricorso. L’obbligo di elaborare censimenti permanenti scatterà solo nel 2026.

A partire da quest’anno verrà modificato il disegno complessivo del Censimento con l’ulteriore potenziamento dell’utilizzo di dati amministrativi e verrà introdotta l’adozione dei “segnali di vita” nel Piano Generale di Censimento del 2022. Tali “segnali di vita” si riferiscono a tutte le attività che permettono di identificare chiaramente un periodo di tempo durevole (ad esempio, un anno) e un luogo (un comune) in cui si realizzano. Svolgere un lavoro autonomo o lavorare per un’impresa, essere un dipendente pubblico, avere un regolare contratto d’affitto annuale per una abitazione, frequentare una scuola o l’università sono esempi di segnali di vita amministrativi diretti. I “segnali di vita” indiretti, invece, sono tutte quelle situazioni che identificano uno status o una condizione, ad esempio essere percettori di reddito di cittadinanza o di una pensione di vecchiaia, oppure essere familiari a carico per i quali il dichiarante del reddito indica di avere a suo carico il coniuge, i figli o altro parente.

Ma come avviene la partecipazione al Censimento?

Il Censimento permanente della popolazione viene realizzato attraverso due diverse indagini campionarie sul territorio.

La prima, chiamata “rilevazione da lista”, coinvolge quest’anno 998.745 famiglie. Queste famiglie riceveranno una lettera a firma del presidente dell’Istat che le invita a compilare il questionario per mezzo della piattaforma online, utilizzando le credenziali di accesso riportate nell’informativa ricevuta, oppure presso uno dei Centri Comunali di Rilevazione attivi per tutta la durata dell’operazione censuaria, dove sono presenti postazioni con accesso a internet ed è possibile ricevere l’aiuto di un operatore comunale. La rilevazione da Lista ha preso avvio il 3 ottobre e si chiuderà il 12 dicembre 2022.

La seconda, chiamata “rilevazione areale”, prevede la partecipazione di 328mila famiglie, che vengono informate tramite locandina e lettera non nominativa presso gli indirizzi verificati. In questo caso la compilazione del questionario avviene attraverso un’intervista faccia a faccia presso il proprio domicilio con un rilevatore o presso uno dei Centri Comunali di Rilevazione, oppure mediante autocompilazione del questionario su un tablet fornito dallo stesso rilevatore. La rilevazione Areale ha avuto inizio il 13 ottobre (dopo la verifica degli indirizzi da parte del rilevatore) e terminerà il 17 novembre 2022.

Grazie all’integrazione dei dati raccolti dal Censimento  con quelli provenienti dalle fonti amministrative, l’ISTAT sarà in grado restituire informazioni continue e tempestive, che siano rappresentative dell’intera popolazione, degli individui singoli come dei componenti di un nucleo familiare, ma anche di garantire un forte contenimento dei costi e una riduzione del fastidio a carico delle famiglie.

Partecipare al Censimento rappresenta un’importante opportunità, ma è anche un obbligo di legge, la cui violazione prevede pertanto una sanzione.

Maggiori informazioni sono disponibili nel video pubblicato dall’ISTAT.

 

 

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