pino veneziano
Gentile Sig. Sindaco,
il Presidio di Libera Castelvetrano “ Salvatore e Giuseppe Asta ” ritenendo cosa giusta che la memoria, il ricordo, la testimonianza e il messaggio di Pino Veneziano debbano rientrare a pieno titolo nella ricostruzione culturale della città di Castelvetrano chiede che la piazza sita nella rotonda che porta al Parco Archeologico di Selinunte venga intitolata a Pino Veneziano.

E’ ben noto l’impegno del cantastorie-poeta Pino Veneziano autore di significative canzoni d’amore e di protesta. Egli cantò la rabbia contro i potenti e la passione per la sua terra. Uomo di pace contro le guerre e contro le ingiustizie, a favore degli innocenti, poveri, emigranti, sfruttati.

La figura del cantastorie-menestrello Pino Veneziano dimenticata da quasi tutti merita di essere riabilitata e valorizzata non solo per quello che ha rappresentato per il nostro territorio negli anni 70 fino alla metà degli anni 80, ma anche per quello che hanno scritto su di lui i maggiori scrittori siciliani vedi:
Vincenzo Consolo (..non meliano e non arcadico, Pino Veneziano, ma nella linea buttittiana della consapevolezza storica dell’impegno civile). Da qui i suoi canti quali Lu patruni è suvecchiu, Nivuri su li bummi, La festa ddi li porci, Piazza di la Loggia, Allende, La mafia non esiste.

Ignazio Buttitta(…Un popolano, che fa cultura. Un popolano, che canta la libertà e la Giustizia, e ve la versa nei cuori con la voce )che scrisse anche la presentazione al suo unico disco pubblicato nel 1975).

Jorge Luis Borges che ormai cieco ascoltandolo si commosse perché quei ritmi gli ricordavano la Milonga, un ritmo argentino che lui adorava, e quando Pino fini’ di cantare volle accarezzargli il viso
La sua voce e le sue canzoni incantarono anche Lucio Dalla e Fabrizio De André (che lo volle come spalla al suo primo concerto in Sicilia).
E’ ben noto, altresì il suo impegno contro la mafia con una sua canzone” La mafia non esiste “ sposata dall’associazione Libera. Il suo pensiero e le sue canzoni diventano attualissimi come soluzione al contrasto alle mafie: non si possono contrastare le mafie se, contestualmente non si rafforza lo stato sociale e se non vengono promosse forte politiche sul lavoro, se non vengono costruite opportunità per le persone più deboli, per le famiglie più bisognose, se non si dedica un’attenzione autentica ai giovani.

Non si può fare lotta alle mafie senza veri interventi mirati alla diffusione e alla tutela dei diritti, senza un efficace controllo dell’ambiente contro chi lo inquina e lo saccheggia.
Per tutti questi motivi, siamo convinti che l’opera e la figura di Pino Veneziano debbano rimanere nella memoria viva della nostra e delle future generazione, come monito e come esortazione, come segno di speranza.

Appellandoci alla Sua sensibilità già dimostrata in altre occasioni, chiediamo che questa rotonda venga intitolato a Pino Veneziano.
In subordine chiediamo ,qualora la sopracitata piazza non sia disponibile, di intitolare a Pino Veneziano un’altra piazza o via di Selinunte.

Nella speranza che questa richiesta venga accolta,e che si possa festeggiare tutti assieme il suo 77° compleanno proprio nel giorno della intitolazione,porgiamo distinti saluti

In calce le firme dei familiari di Pino Veneziano ai quali abbiamo chiesto il permesso di questa richiesta.

Per Libera Presidio di Castelvetrano “ Salvatore e Giuseppe Asta ”
M.Teresa Nardozza

Breve biografia:
Pino Veneziano nasce a Riesi il 2 luglio del 1933.
Durante la guerra il padre carabiniere, che ha prestato servizio prima a Castelvetrano e poi a Sciacca, abbandona la famiglia. Pino, interrompe la seconda elementare e comincia a lavorare come guardiano di capre e garzone di fornaio.

A diciassette anni, con la madre e il fratello, si trasferisce a Castelvetrano, dove lavora come garzone nei bar. Agli inizi degli anni ’60 è cameriere a Selinunte e verso la fine del decennio, con due amici, apre il suo primo ristorante.

Impara a suonare la chitarra a circa 40 anni. Poco dopo scrive la sua prima canzone, Lu sicilianu.
Le altre vengono quasi una dopo l’altra: una trentina circa (il materiale è in fase di riordino).

Negli anni ’70 e fino alla metà degli anni ’80 il ristorante Miramare, e poi il Lido Azzurro, diventano un punto di riferimento per la borgata di Marinella di Selinunte. Pino serve ai tavoli e poi canta le sue canzoni. Nel 1975 incide il suo primo e unico disco, Lu patruni è suvecchiu (Il padrone è di troppo), edito dai Circoli di Ottobre. Nel 1984 una compagnia di anziani di Riesi, in gita a Selinunte, casualmente fornisce a Pino informazioni su suo padre che si trova in una casa di riposo a Gela. Quando va a trovarlo scopre che anche il padre suona la chitarra e canta motivi popolari.
Il 1986 è l’ultimo anno in cui Pino lavora al ristorante; intristito dalla morte della moglie (avvenuta nel 1980) e provato da una vita di fatica, per arrotondare la pensione fa il posteggiatore al Parco Archeologico di Selinunte. Continua comunque a scrivere canzoni.
Muore il 3 luglio 1994, il giorno dopo il suo compleanno.