Erina VivonaL’avvocato Erina Vivona , già assessore comunale e attuale componente del movimento politico “Noi per la Scilia” che ha sostenuto il sindaco Felice Errante alle scorse amministrative, interviene in merito ai commenti apparsi sulla stampa e riferiti al recente voto castelvetranese per le europee.

La lettura dei media-afferma Erina Vivona-sul dato politico castelvetranese nell’immediatezza del rilevamento e’ superficiale e merita un approfondimento e, direi, delle rettifiche; il successo riscontrato non può considerarsi un dato storico per la sinistra nella nostra città

Sembra che Lei voglia stigmatizzare ciò che è riportato nell’articolo pubblicato giorni fa, è cosi?

Si, almeno nella valutazione e nel come è stato considerato e definito il risultato complessivo, poiche’ il PD oggi non ha prevalente connotazione di sinistra come nel passato, anche in quello piu’ recente, non e’piu’ il partito degli esponenti vecchio stampo.Lo definirei il partito di Renzi, di chiara ed indubbia formazione democristiana, che con la sua “energia” impetuosa ha travolto orizzontalmente un assetto obsoleto.

Quindi, in sintesi, la vittoria del Pd a Castelvetrano e in Provincia è da ascriversi a Renzi e non alla classe dirigente locale?

Certo, l’effetto Renzi è stato prorompente. Renzi ha origini democristiane ed è un moderato , ed lontano da una certa sinistra. Renzi ha saputo bene comunicare la speranza del cambiamento oggi necessario in politica. Il cambiamento è la parola chiave.

Quindi secondo lei non è la vittoria del PD ma solo di Renzi?

In buona parte, e per ritornare alla realtà locale, della quale desidero occuparmi, che ha positivamente risentito dell’”effetto Renzi” e dell’”effetto Alfano”, io personalmente osservo rispetto al dato elettorale un successo del PD di Renzi e successo del NCD , in proporzioni diverse in funzione della visibilità e della diversa esposizione dei due partiti di governo. Il PD ha riscontrato un successo importante, che non e’ della sinistra, cosi’ come non completamente della destra e’ quello del NCD di Alfano.

Quindi, secondo Lei, Castelvetrano ha sempre una sua forte base democristiana e di centro destra?

Si, senza alcun dubbio. Il dato venuto fuori dalle urne nella nostra città, in un momento di totale disaffezione del cittadino rispetto alla politica, e’ il risultato della riflessione attenta e ponderata di quella parte della società civile che, seppur appresa ed avvinta dalle difficoltà e, comunque, non convita dall’antipolitica, ha premiato i partiti del governo nazionale. Io ritengo personalmente che in questa città continui ad essere prevalente l’anima moderata, quella che fu e che continua ad essere profondamente “democristiana”.

L’articolo di lunedi scorso, a suo modo, ha rappresentare il decadimento di questo prototipo politico-culturale, ritenendo di converso che si stesse attuando e che in parte fosse già attuata la crescita di aree alternative; ebbene, io dissento e voglio farlo ad alta voce porgendo ad altri il mio pensiero per condividerlo, fornendo anche ad altri uno spunto di riflessione.

E’ giunto il momento di riscattare la parte migliore dei democristiani castelvetranesi, di cui mi faccio portavoce senza alcuna presunzione e con grande rispetto, in quanto erede fiera ed orgogliosa di uno di loro; quei migliori hanno subito e sofferto delle ombre gettate soltanto da alcuni, sul partito degli italiani per antonomasia. La mia attenzione e’ rivolta ai migliori di loro, che hanno insegnato il valore del dialogo, dell’equilibrio, del pacato utilizzo del potere, che non si sono fatti inebriare da esso, che hanno saputo mettersi da parte quando era tempo di farlo, dimostrando grandezza!

Allora Lei, dissente su quanto da noi riportato?

Sul dato NCD, diversamente da quanto ritenuto nell’articolo pubblicato su questo blog, mi sento invece di affermare che il risultato e’ assai positivo, se consideriamo che in questa città in amministrazione c’e’ stata fin dalle prime battute e continua ad esserci una significativa rappresentanza del PD e dell’area affezionata al dott. Gianni Pompeo, mentre il gruppo politico del sindaco Errante ha fino ad oggi, sta dimostrando grande senso di responsabilità ed equilibrio, in attesa di avere gli strumenti necessari per svolgere un’azione politica piu’ incisiva e significativa , onde consentire al Primo Cittadino di mantenere la necessaria agibilità politica.

Sul palco nel Sistema delle Piazza, in un luogo gremito di gente entusiasta e soddisfatta del successo, c’era un Sindaco neo-eletto, un ex Sindaco, io, quale Presidente del partito del nuovo Sindaco e tutti gli altri sostenitori di Felice Errante. Fu messo in chiaro allora da tutti e da me personalmente, che l’elezione di un giovane Sindaco, dotato di una squadra giovane e qualificata, gradita a molti, avrebbe segnato un cambio di passo, quello che le dinamiche fisiologiche dei ricambi generazionali devono produrre, seppure in continuità con cio’ che di meglio il passato decennio aveva rappresentato.

Cosa intende dire che Errante è frenato nella sua azione politica?

Fu detto allora chiaramente, che la generazione in uscita, che aveva già dato il suo contributo alla città, avrebbe assunto un atteggiamento di matura attenzione verso l’operato di chi veniva, rispetto al quale avrebbe esercitato un prezioso ruolo di guida competente. Cosi non è stato. Percio’ non posso che esprimere profonda delusione : quello che si denota, invece, e’ un attaccamento al potere che stenta ad allentarsi e che ostacola l’azione della nuova generazione”.

di Filippo Siragusa

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Io combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente.

Voltaire