Voglimi SELINUNTE

L’Italia non è un paese per mamme lavoratrici. Lo dicono i dati: delle 37.000 dimissioni di genitori di figli con meno di 3 anni nel 2016, circa 30.000 sono di donne. Di queste, appena 5.000 si sono dimesse per passare a un’altra azienda, mentre tutte le altre sono uscite dal mercato del lavoro. 25.000 madri che hanno preso questa decisione, secondo quanto afferma l’Ispettorato nazionale del lavoro, a causa dell’inconciliabilità tra la loro vita professionale e la maternità: perché gli asili nido sono pochi e troppo costosi, perché gli orari di lavoro non permettevano di prendersi cura della famiglia, e via dicendo.

A dispetto dello stereotipo comune, in testa a questa desolante classifica non ci sono le regioni del sud, bensì la Lombardia, seguita da Veneto, Lazio ed Emilia Romagna. Tutte regioni in cui gli asili nido all’apparenza ci sono, ma in cui evidentemente non bastano.

E bisogna anche dire che un grande numero di queste dimissioni sono in realtà forzate dai datori di lavoro, che spingono le donne ad andarsene perché non vogliono accollarsi l’”onere” di avere alle dipendenze una lavoratrice che è anche mamma.
Moltissime mamme lavoratrici conservano la loro occupazione, ma la trasformano in part-time, per potersi dedicare alla cura di casa e famiglia (un compito in cui i padri italiani, purtroppo, ancora non eccellono…).

Altre, fortunate, lavorano via remoto, tramite telelavoro. Uno straordinario strumento purtroppo ancora poco sfruttato dalle aziende italiane.
Ma per le donne rimaste senza occupazione e che vogliono conciliare lavoro e maternità per fortuna ci sono anche le opportunità offerte dalla rete. Su internet si può facilmente lavorare da casa propria, dedicando al lavoro la quantità di tempo che si decide. Ma quali tipi di lavori si possono svolgere?

Si tratta in gran parte di lavori freelance, in autonomia. Ad esempio, il lavoro della scrittrice freelance. Molte aziende cercano in rete persone in grado di redigere articoli per blog o siti aziendali, recensioni e via dicendo. Oppure le più creative e armate di spirito di iniziativa possono lanciarsi nella carriera di blogger. Non è di certo un lavoro sicuro. Anzi, per i primi tempi non paga nulla e si potrebbe non arrivare mai al successo, ma se scrivere è la vostra passione potrebbe valerne la pena.
Esistono poi i lavori più tecnici, anch’essi disponibili in rete nelle molte piattaforme che fanno incontrare domanda e offerta. Ad esempio, persone esperte in grafica e web design sono molto richieste, così come traduttrici, analiste di dati, assistenti in remoto, voice artist e via dicendo. Se invece il vostro punto forte è la manualità, perché non vendere le vostre creazioni – dai gioielli agli abiti, passando per l’home decor, i prodotti di bellezza, ecc – su piattaforme specifiche come Etsy?

Ma lavorare da casa rappresenta davvero una soluzione per le mamme? L’abbiamo chiesto ad Angela Moretti, mamma di due bambini, che ha lavorato come freelance per gli ultimi 3 anni. “Lavorare da casa non è semplice come può sembrare” dice. “Devi avere molta disciplina e forza di volontà. Ma è comunque una soluzione migliore che lavorare full time o persino part time. Per me la sfida più grande è stata trovare abbastanza lavoro da poter raggiungere un buon salario. Per fortuna, nell’ultimo anno ho lavorato per un portale di gaming che si chiama slotmachinegratis.com. Il lavoro che mi hanno assegnato copre le mie esigenze in termini di salario. Ma per molti freelance è davvero difficile ottenere abbastanza incarichi di scrittura”.

Insomma, la rete offre una soluzione, magari temporanea, alle mamme disoccupate in cerca di un’occupazione flessibile e adatta ai loro nuovi impegni.