Legambiente Sicilia chiederà di costituirsi parte civile nel processo che sarà istruito a carico di Filippo Giuseppe Accardi, amministratore della Sea, la società che gestisce la centrale termoelettrica di Favignana.

“Le accuse della magistratura sono di una gravità inaudita. Da anni – dichiara Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia – lottiamo contro questa centrale, anche quando volevano spostarla al centro dell’isola. L’obiettivo è quello di chiudere le centrali a gasolio nelle isole minori, in particolare a Favignana si deve lavorare per realizzare il collegamento a terra con l’elettrodotto e chiudere la centrale che è in mano ai privati e che, come scrivono anche i giudici, ha provocato un inquinamento di dimensioni vastissime”.

In riferimento alle vicende della Sea di Favignana, si pubblica inoltre la dichiarazione congiunta del Segretario provinciale Marco Campagna e dell’On. Carmelo Miceli.

Per troppi anni il caso di inquinamento ambientale della centrale termoelettrica di Favignana è stato ignorato. Oggi il danno ambientale – rilevato a partire dal 1980 – è di dimensioni enormi. Per il numero uno di Sea, Filippo Giuseppe Accardi, è stato chiesto il rinvio a giudizio per non aver compiuto le bonifiche necessarie di sua responsabilità, e oggi Favignana si ritrova sia la falda acquifera che l’area marina protetta, inquinate dal petrolio.

Per questo motivo e alla luce della richiesta di rinvio a giudizio, ho presentato una interrogazione in Commissione, per capire se vi siano pericoli per la salute dei cittadini e i turisti che si recano a Favignana, dovuti ad anni di inquinamento. Non possiamo permettere che le nostre bellezze naturalistiche vegano trattate in questo modo. E’ vergognoso che nonostante tutti gli allarmi lanciati in questi anni, la Sea non abbia posto rimedio alla sede inquinante della centrale di Favignana. Ora speriamo almeno che chi ha sbagliato venga punito secondo la legge.”