Terapia sospesa per alcuni giorni pare a scopo precauzionale, perché si era in attesa dell’esito del tampone fatto a un infermiere in servizio presso l’Unità farmaci antiblastici. Ecco perchè dentro l’Unità di Oncologia si sarebbe deciso di sospendere le terapie ai pazienti oncologici praticate al quinto piano dell’ospedale “Vittorio Emanuele II” di Castelvetrano. Sospensione solo per alcuni giorni, ma, intanto, l’UFA ha continuato a lavorare senza sosta (con medico responsabile, 2 infermieri e 1 ausiliario), a sostegno anche dell’Unità di Ematologia. L’esito del tampone Covid-19 è risultato positivo e ora l’operatore sanitario in servizio presso l’UFA si trova in quarantena presso il proprio domicilio.

Già ieri (venerdì) le terapie nelle sale dell’Unità di Oncologia sono riprese, dopo gli interventi di sanificazione degli ambienti. L’Unità farmaci antiblastici (UFA) di Castelvetrano (guidata da Antonella Lombardo) è una delle due che si trovano in tutta la provincia. L’altra è all’ospedale “Sant’Antonio Abate” di Trapani. A Castelvetrano all’interno dell’UFA (dove si preparano i farmaci da somministrare nelle terapie) si accede dalla stessa Unità d’oncologia, tramite porte interbloccate elettricamente.

«Si è ritenuto opportuno rimandare l’attività di somministrazione dei chemioterapici fino al riscontro della completa negatività dei tamponi effettuati su tutti gli operatori sanitari che sono stati in contatto con l’infermiere risultato positivo, al fine di garantire la sicurezza del diritto alla salute di tutti i pazienti immunodepressi, ai quali comunque sono state fornite le opportune indicazioni relativamente a quanto andava eseguito per contenere i disturbi clinici», ha chiarito l’Asp Trapani.