ospedale agrigentoSedativi somministrati al posto di fermenti lattici, e dieci bambini entrano in uno stato di sonno profondo. Una storia di malasanità, l’ennesima in Sicilia, di quelle che non si vorrebbero più leggere, né sentire, e che poteva costare caro. È successo al reparto di Pediatria dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, considerato un fiore all’occhiello del presidio sanitario.

Ora sotto accusa da parte di preoccupatissimi genitori.Una vicenda su cui la magistratura e la direzione dell’ospedale stanno facendo piena luce. Si parla apertamente dell’«errore umano» di un sanitario in servizio nel pomeriggio di mercoledì. Entrato nella stanza della farmacia intorno alle 16, dall’armadietto aveva preso un flacone, erroneamente scambiato per fermenti lattici da destinare ai bambini ricoverati. Non si sarebbe reso conto, che invece, si trattava di sedativi, finiti in quel reperto chissà per quale motivo.

In ugual misura di peso, come se si trattasse di fermenti lattici, viene distribuito ai genitori di dieci piccoli pazienti, il più piccolo di 40 giorni, il più grande di 7 anni, quasi tutti ricoverati in ospedale a causa di un virus. A quel punto il farmaco viene somministrato ai bambini. È l’inizio di un incubo per le famiglie. «Dopo pochi minuti mio figlio è come se fosse collassato – racconta ancora sconvolto Simone T., padre di un bambino di 5 anni e mezzo – C’era qualcosa di strano, era evidente. Inizialmente non ci abbiamo fatto caso, pensando allo stato febbrile, con il trascorrere del tempo, abbiamo capito che non era così. Mia moglie si è messa ad urlare e a piangere. Ho preso mio figlio e ho iniziato a scuoterlo, niente, sembrava morto. È stato in quei momenti che altre mamme e altri papà si sono convinti che lo stesso era successo ai loro bambini».

 

In poco tempo nel reparto è scoppiato il finimondo. Madri a disperarsi per le sorti dei propri figli, familiari e parenti avvisati che si precipitano in ospedale. In tutto dieci bambini, entrati in un sono profondo. Effetto dei sedativi. «Ho visto lo sguardo sconvolto della dottoressa – continua Maria, mamma di uno dei bimbi -. Preoccupata, ho chiesto cosa fosse accaduto. Lei mi ha assicurato che non era successo nulla, ma non le ho creduto e ho insistito: alla fine mi ha confessato che c’era stato uno scambio di flaconi».

di Antonino Ravanà
per La Sicilia (clicca qui per l’articolo completo)