ospedale trapaniMuore davanti all’ospedale S. Antonio Abate di Trapani in attesa di un’ambulanza che lo possa trasportare al pronto soccorso che dista cento metri circa. E’ accaduto venerdì a Trapani. Protagonista un turista israeliano in vacanza con un gruppo di connazionali: l’uomo mentre era sul pullman ha improvvisamente accusato un malore accompagnato da una forte costrizione toracica, dovuto a un probabile attacco cardiaco. L’autista del pullman prontamente ha deciso di raggiungere e fermare il mezzo davanti all’ingresso dell’ospedale chiedendo l’immediato intervento dei medici. Ma la risposta ha avuto dell’incredibile: i medici non potevano intervenire, ma doveva chiamare il 118.

Inutile l’arrivo dopo mezz’ora di due ambulanze. Dopo vari tentativi di rianimazione il turista è deceduto. Tutto questo a pochi metri da ospedale e pronto soccorso e in virtù di una norma che vieta ai medici di intervenire direttamente senza l’ausilio del 118. Fin qui il racconto di chi ha assistito alla scena. Il direttore sanitario del Sant’Antonio Abate, Francesco Giurlanda, ribadisce che “abbiamo fatto un regolamento che recita che all’interno del presidio si può intervenire direttamente senza l’ausilio del 118, fuori no. Bastava – dice Giurlanda – che l’autobus, come accaduto in passato, entrasse nell’area del pronto soccorso e i medici sarebbero subito intervenuti”. Ma nessuno avrebbe avvisato l’autista di questa possibilità.

Altro particolare, quando le ambulanze sono arrivate dalla vicina “cittadella della salute” che dista 200 metri, il paziente pare fosse già deceduto, tanto che è stato lasciato all’interno del pullman. Sono stati gli agenti della volante a far intervenire un’agenzia delle pompe funebri e a trasportare il corpo senza vita del malcapitato presso l’obitorio del cimitero di Trapani dove si trova al momento in attesa del rimpatrio.

di Laura Spanò
per La Repubblica