“Nelle prossime settimane dobbiamo gettare le basi per la ripartenza del Paese”. Lo ha detto il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante l’ultima conferenza stampa da Palazzo Chigi sulla fase due dell’emergenza Coronavirus.

“Nei prossimi mesi ci attendono sfide importanti – ha detto Conte – non dobbiamo farci prendere dalla rabbia o dal risentimento. Pensiamo invece a cosa ciascuno di noi potrà fare per la ripartenza del Paese. Per questo dobbiamo rispettare le raccomandazioni: il Governo farà la sua parte con una stagione intensa di riforme, cambiando tutte le cose che non vanno”

Le diposizioni del nuovo Dpcm per la Fase 2 saranno valide dal 4 al 17 maggio 2020. Alle imprese che potranno riaprire dal 4 maggio sarà consentito preparare la ripartenza con «attività propedeutiche» a partire dal 27 aprile.

Conte ha annunciato che dal 4 maggio sarà possibile spostarsi all’interno della regione in cui ci si trova anche per fare «visite mirate» ai propri familiari, «nel rispetto delle distanze e con le mascherine». Vietati, però, i «ritrovi di famiglia». Sarà consentito tornare alla propria residenza o domicilio. Non sarà però ancora possibile spostarsi in altre regioni, tranne che per motivi urgenti di salute o di lavoro. I ristoranti potranno riaprire solo ed esclusivamente per il servizio di asporto.

Dal 4 maggio, inoltre, potranno essere riaperti i parchi, purché «nel rispetto delle distanze e delle prescrizioni di sicurezza” e si potranno celebrare funerali, alla presenza di non più di 15 persone (con mascherine) e sempre rispettando la distanza di sicurezza. Per il resto, restano vietati tutti gli assembramenti in luoghi pubblici e privati.

Conte ha poi annunciato che dal 18 maggio potranno riaprire le attività di vendita al dettaglio, le mostre e i musei. Per quanto riguarda bar, ristoranti e attività di «cura della persona» (parrucchieri, centri estetici etc), invece, il governo prevede una riapertura solo dal 1 giugno.

«Abbiamo già sollecitato il commissario Arcuri per calmierare i prezzi delle mascherine. Avremo un prezzo equo per remunerare le imprese in questo settore; taglieremo l’Iva sulle mascherine. Il prezzo sarà intorno a 0,5 euro per le mascherine chirurgiche», annuncia Conte.

Il presidente del Consiglio ha dedicato un passaggio del suo discorso anche all’Unione Europea. «Il sistema Italia ha ottenuto una risposta dall’Ue», ha detto Conte, «il Recovery Fund è un punto a nostro favore, un risultato storico». Il «principio politico» va ora trasformato in «termini di lavoro tecnico», «evitando», aggiunge Conte, «che attraverso questo strumento si crei più debito per paesi come l’Italia e fare in modo che sia offerto subito ai paesi colpiti». «Ci batteremo», conclude Conte, «per cambiare in Ue e in Italia ciò che non va».