Le arcate di ferro del tetto di due capannoni collassate per il forte calore e poi tutt’intorno cenere e desolazione. Un’immagine spettrale quella che stamattina si è presentata agli occhi dei volontari della Croce Rossa Italiana di Castelvetrano dopo poco meno di 24 ore dall’incendio che ha distrutto parte della sede di contrada Strasatto. Il fuoco (le temperature sono state elevatissime, creando difficoltà anche di avvicinamento da parte dei vigili del fuoco) ieri ha distrutto tutto: materiale che era del Comitato di Castelvetrano ma anche presidi di emergenza del Comitato regionale che proprio a Castelvetrano stava creando un hub per la Sicilia occidentale. A fuoco è andato anche un gommone carenato che era stato confiscato e assegnato alla Cri. E poi materassi, reti, tendostrutture pneumatiche. Stamattina i vigili del fuoco sono nuovamente intervenuti con una squadra per spegnere gli ultimi piccoli focolai appena fuori il recinto del bene confiscato ora affidato alla Cri. Spento il fuoco è ora il tempo della conta dei danni e delle indagini che dovranno accertare da dove le fiamme sono state appiccate, prima di avvolgere i grossi alberi in un lotto incolto che hanno veicolato poi le fiamme all’interno dei capannoni. Il fuoco ha anche distrutto un camion che si trovava nel retro di un vicino capannone. Le indagini, dunque, dovranno far luce da dove tutto ha avuto origine.