foto d'archivio

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L’inarrestabile flusso dell’immigrazione dalle coste africane verso la Sicilia mercoledì ha portato a Trapani altri 230 migranti, di cui 106 minori e 26 donne, in massima parte di nazionalità egiziana e siriana.

I migranti erano stati soccorsi martedì scorso a circa 300 miglia da Capo Passero. Nella città falcata sono arrivati a bordo di una petroliera italiana e dopo i primi controli sanitari ai quali sono stati sottoposti sono stati trasferiti nei centri di accoglienza dislocati in buona parte della provincia. Una cinquantina di loro ieri, però, saranno trasferiti in strutture del Nord Italia a bordo di velivoli charter.

A coordinare la macchina dei soccorsi – forze dell’ordine e volontari di associazioni varie di Protezione civile – mercoledì al molo Ronciglio c’era anche il questore Carmine Esposito.

Siamo convinti – ha detto il questore Esposito – della linea portata avanti dal governo nazionale in materia di immigrazione in relazione all’operazione Mare nostrum, in quanto serve a salvare vite umane. L’Europa, però, deve fare di più e meglio per aiutarci nella distribuzione dei migranti e per evitare le lungaggini inerenti al riconoscimento, per quanti lo richiedono, dello status di rifugiati politici.

Nei giorni scorsi, durante una conferenza stampa, in relazione all’accoglienza il prefetto Leopoldo Falco aveva affermato che «è cresciuta molto durante questa ondata di arrivi mai visti che si è abbattuta sulla Sicilia. La popolazione siciliana sta facendo il massimo per dare una risposta adeguata e umana al fenomeno».

Il rappresentante del governo aveva poi dichiarato di avere rilevato «un interesse della criminalità e per scongiurare l’interesse della mafia, abbiamo privilegiato il modello della comunità famiglia, molto presente nel territorio, che è quella che funziona meglio».

In provincia strutture sono state attivate a Castellammare, Marsala, Partanna, Salemi, Trapani, Campobello, Castelvetrano, Custonaci, Mazara e Valderice. In tutto vi sono 27 centri di accoglienza straordinari i quali non bastano più ad accogliere il cospicuo numero di migranti che arriva ormai con frequenza quasi quotidiana. Quasi tutti sono richiedenti asilo politico.

Oggi, venerdì 20, intanto, ricorre la Giornata mondiale per il rifugiato che diviene l’occasione, a tutti i livelli, per fermarsi a riflettere sull’attuale fenomeno migratorio che sull’intero globo terrestre coinvolge oltre 45 milioni di migranti, dei quali più di 15 milioni sono rifugiati. Di questi in Italia registriamo circa 60mila presenze.

di Margherita Leggio e Salvatore Agueci
per La Sicilia