Dopo le violente piogge dei giorni scorsi è il tempo della conta dei danni in tutta la Sicilia. E la Protezione Civile regionale è al lavoro per effettuare sopralluoghi e capire l’entità delle conseguenze che si sono verificate. Fiumi in piena e danni alle colture, senza far conto di quelli che si sono registrati nelle città. «Nel settore sud-orientale – versante Stretto di Sicilia (Ispica) – le piogge di venerdì sera sono state particolarmente violente, con significativi quantitativi concentrati in poco tempo (da 210 a 260 millimetri nell’arco di un’ora e mezza) e con tempi di ritorno superiori ai duecento anni. La pioggia caduta è pari a circa 3 volte la media mensile del periodo di ottobre» spiegano dalla Protezione Civile.

Le quantità d’acqua registrate sono state davvero “storiche”, soprattutto se si tengono conto dei tempi: cioè in poche ore si sono registrate abbondantissime piogge, tali da mandare in tilt anche le reti fognarie di diverse città. «È stata avviata una prima fase di ricognizione dei danni, ai fini del riconoscimento dello stato di calamità naturale» ha detto Calogero Foti, a capo della Protezione Civile regionale. Nella Sicilia orientali i danni sono ingenti: in alcuni casi anche cancellato, vigneti, agrumeti impianti serricoli, colture orticole. Del tutto distrutti, invece, raccolti di patate, carote, zucchine e carciofi.