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C’erano gli studenti. Tanti. Pochi, invece, i cittadini comuni, tranne chi rappresentava qualche associazione o ricopre un ruolo istituzionale. Nell’insieme vedere il Sistema delle piazze pieno è stato un bel colpo d’occhio oggi a Castelvetrano. «Oggi si scrive una bella pagina di storia», dice un gruppo di studenti dell’Alberghiero. In effetti la storia l’ha cambiata l’arresto del super latitante Matteo Messina Denaro che per 30 anni è stato un fantasma e lunedì scorso è stato catturato vicino casa sua, alla clinica “La Maddalena” di Palermo che aveva raggiunto da Campobello di Mazara.

Mentre lui è ora al carcere duro al penitenziario di L’Aquila, oggi gli studenti a Castelvetrano hanno fatto la loro parte. «Alla notizia dell’arresto il mio petto si è riempito di orgoglio – ha detto Miriam Licata, vice presidente del Comitato provinciale studentesco – fino ad ora siamo stati etichettati tutti come mafiosi ma non lo siamo, soprattutto noi ragazzi. Gli adulti non hanno la nostra stessa consapevolezza – ha aggiunto la giovane – perché hanno vissuto in un‘epoca in cui vigeva il rispetto. Loro devono dare insegnamento a noi ragazzi che la mafia deve essere combattuta».

Già, il senso civico, quello che per Francesco Saverio Calcara «bisogna ricostruire insieme al tessuto sociale di una città che ha smarrito sé stessa. Dobbiamo ritrovare il piacere di popolare la piazza e viverla questa città». L’arresto di Matteo Messina Denaro qualcosa, certamente, avrà cambiato negli animi dei giovani, anche ai minorenni che non hanno vissuto gli anni di piombo. «Con l’arresto del boss un raggio di sole è penetrato nel cuore di ogni castelvetranese e siciliano onesto – ha detto Daniel del Liceo Classico – il nome di Matteo Messina Denaro è stato offuscato da nube di paura e terrore, ma oggi vogliamo urlarlo. Noi giovani siamo consapevoli della vittoria – ha aggiunto il giovane studente – nonostante sia una battaglia e non una guerra. Per questo la nostra lotta alla mafia continua dicendo no alla via semplice, alla malavita. Manifestiamo il dissenso verso l’anti istituzione».

‘Ncagghiasti (sei finito nella trappola) c’è scritto su un cartellone che tengono in mano i ragazzi. La citazione presa da “Siciliansays” dice tutto sulla cattura del boss. «I cartelloni oggi esposti dai ragazzi in piazza spiegano, in estrema sintesi, come è cambiata la mentalità – ha detto il sindaco Enzo Alfano – la mafia a Castelvetrano non è affatto finita, dobbiamo continuare a fare il nostro lavoro, ad assumerci le nostre responsabilità, nel rispetto della legalità. Solo così riusciremo a sconfiggere la mafia».

In prima fila ci sono i dirigenti scolastici, i consiglieri comunali, i pescatori di Selinunte, gli assessori, don Giuseppe Undari, i militari dell’arma e l’onorevole Cristina Ciminnisi: «Mi piace pensare che questo tramonto (richiamando il nome dell’operazione) sia un’alba di rinascita per Castelvetrano». Che è quello che si augurano anche coloro che non sono scesi stamattina in piazza.

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