Essepiauto

Il Comitato Orgoglio Castelvetranese prosegue con ferma convinzione la sua battaglia a salvaguardia dell’Ospedale Vittorio Emanuele II di Castelvetrano, sia con la petizione per cambiarne la denominazione in Ospedale Valle del Belice, sia per salvaguardarne la piena funzionalità che sarebbe fortemente compromessa dall’adozione della nuova rete ospedaliera promossa dall’assessore regionale alla Salute.

Tante sono le iniziative portate avanti in queste settimane che in questa sede non vogliamo ribadire, ma ricordiamo che continua con crescente successo la nostra campagna di raccolta firme, che porteremo avanti anche questa sera nel corso del concerto della Società per Azioni Music “ZUCCHERO NON GUASTA….” che si terrà questa sera, venerdì 24 agostoalle ore 21:00 presso lo Scalo di Bruca con  INGRESSO LIBERO.


Presso le nostre postazioni di raccolta distribuiremo altresì una lettera indirizzataci dal Comitato Medico, composto da operatori sanitari in quiescenza, che sta sostenendo l’azione del nostro Comitato a salvaguardia dell’ospedale di Castelvetrano.

Abbiamo deciso di divulgare in anteprima, attraverso gli organi di stampa, questa importante presa di posizione dei medici, perché nasce da professionisti che conoscono perfettamente lo stato delle cose inerente il nostro ospedale ed hanno deciso di ribellarsi, incitando il nostro Comitato e la popolazione a fare altrettanto. Nella lettera allegata sono indicati i dati oggettivi che contrastano con il decreto Razza sulla nuova rete ospedaliera.

Riportiamo di seguito la missiva dei medici

Al Presidente del Comitato
“Orgoglio Castelvetranese”
Città

Quali professionisti della Sanità, quali cittadini della Valle del Belice e potenziali utenti di necessità di salute, ci sentiamo in dovere di uscire allo scoperto in difesa della Struttura Ospedaliera di Castelvetrano, fortemente penalizzata dalle ultime scelte di politica sanitaria che hanno determinato il declassamento di alcune UU.OO. del Presidio ed addirittura la scomparsa di altre.
L’Ospedale di Castelvetrano è stato costruito sulle ceneri del terremoto del 1968 con tutti i patemi d’animo e la preoccupazione di trovarsi pronti, dal punto di vista sanitario e dei soccorsi, qualora si fosse ripetuto un evento sismico importante.

A tal scopo è stato concepito adeguatamente sia come collocazione geografica, trovandosi la città di Castelvetrano equidistante tra molti paesi della Valle del Belice, sia come dotazione di Unità Operative finalizzate a garantire l’emergenza/urgenza.
L’Ospedale si trova sullo snodo autostradale A29 Palermo – Mazara del Vallo, è provvisto di pista per l’Elisoccorso e di n. 2 postazioni stabili del 118.
Afferiscono facilmente alla Struttura i paesi della Valle del Belice: Castelvetrano (con le località marine/turistiche ad alta densità di popolazione nel periodo estivo: Selinunte, Triscina), Partanna, Santa Ninfa, Salemi, Campobello con la località marina di Tre Fontane, Gibellina, Vita, Poggioreale, Salaparuta.
In tale sede, non è di secondaria importanza, ricordare che anche i pazienti di alcuni paesi della vicina provincia di Agrigento: Menfi, Santa Margherita Belice, Sambuca, Montevago…), e della provincia di Palermo: Giuliana, Chiusa Sclafani, Bisacquino, Roccamena, ….) afferiscono in quello che speriamo presto possa chiamarsi “P. O. VALLE DEL BELICE” con un bacino di utenza di oltre 100.000 persone.

Dal punto di vista organizzativo e strutturale il nostro ospedale è munito di un’area di emergenza efficiente e logisticamente attrezzata con: Pronto Soccorso dotato di un Complesso Operatorio attiguo, fornito di tre Sale Operatorie attive; nello stesso piano insiste una Unità Operativa Complessa di Anestesia e Rianimazione già funzionante nel 1999 e tutti i servizi indispensabili a fronteggiare le Emergenze/Urgenze (Radiologia con annessa TAC, Laboratorio Analisi, collegamenti h 24 con il Centro Trasfusionale).
Allo scopo di trovarsi preparato ed organizzato in caso di Maxi-emergenze (eventi sismici, terrorismo….) il P.O. è stato oggetto di simulazioni come Centrale di Unità di Crisi per eventi sismici.

Essendo una struttura ampia ed accogliente, durante i lavori di ristrutturazione/costruzione dell’Ospedale di Mazara, ha accolto diverse Unità Operative, consentendo la continuità assistenziale anche ad una fascia di utenza momentaneamente disagiata, e si è fatta carico di tutte le urgenze provenienti dall’Area di Emergenza di Mazara per vicinanza della stessa più a Castelvetrano che a Marsala.
Alla luce di queste riflessioni ci si chiede quali possano essere state le valutazioni per le quali, dopo la consegna del nuovo/vecchio Ospedale di Mazara, il Presidio Ospedaliero di Castelvetrano venga declassato. Ci si chiede perché reparti che hanno sempre dimostrato la loro efficienza e produttività al servizio del territorio, oggi vengano ridotti funzionalmente o addirittura trasferiti altrove, quando analoghi servizi di altre realtà ospedaliere, con performance che hanno solo tutto da invidiare a Castelvetrano, oggi vengono premiate mantenendo uno stato di tutto rispetto.
Ci si chiede perché i cittadini della valle del Belice continuino negli anni a doversi difendere dalle ripetute aggressioni della politica su questo territorio, perché si debbano sempre piangere le conseguenze di una storia che vuole Castelvetrano sempre al centro di affari di mafia.

Paradossalmente oggi i cittadini castelvetranesi, sono orfani di un rappresentante eletto che si faccia carico e padre della difesa e sono costretti a ringraziare i Sindaci degli altri comuni della Valle del Belice che, consapevoli della vacatio governativa e della gravità del danno arrecato, si sono fatti paladini di una difesa che sta diventando estenuante.
Oggi ricorriamo a questo appello disperato, fiduciosi che l’utenza del bacino della Valle del Belice, nonché gli organi preposti a confermare o sovvertire quanto indegnamente proposto nella nuova Rete Ospedaliera, si fermino a riflettere su cosa ci spinge a chiedere di rivisitare le scelte, sicuramente non meritocratiche, e sulle conseguenze disastrose che il depotenziamento proposto dal Governo Regionale provocherebbe al nostro territorio.

Il Comitato Medico