ZANCANA Castelvetrano

Giovedì 23 agosto, ospite del Parco Archeologico di Selinunte, la prima di “Ringparabel – la Parabola dei Tre Anelli” opera per musica, coro, danza e attore.

All’ombra del Tempio di Hera, a Selinunte, nel più grande parco archeoleogico del Mediterraneo, debutta l’opera composta da Gloria Bruni ed orchestrata da Lauro Ferrarini, ispirata alla celebre parabola dell’anello, da “Nathan il Saggio” di Lessing e dal Decameron di Giovanni Boccaccio.

La composizione, rappresentata in forma di concerto alla Laeiszhalle di Amburgo e successivamente a Istanbul e a Minsk, diventa danza-teatro nel nuovo allestimento a firma di Aurelio Gatti, quasi ad aderire alla scelta di “leggerezza” di Lessing, che, per veicolare idee molto complesse, si era affidato al teatro per affrontare il mistero insondabile della fede.

L’attualità del tema, il dialogo e lo scontro di religione, è il tema centrale della parabola che in Nathan il Saggio si sviluppa intorno all’idea dell’assenza di primato tra le tre religioni monoteiste – Ebraismo, Cristianesimo, Islamismo, per giungere ad una spassionata esortazione alla tolleranza, alla convivenza pacifica nel segno della fratellanza.

La storia dall’anello autentico – confuso tra copie fatte forgiare da un buon padre per non mortificare nessuno dei tre figli, ugualmente amati, suscita una unica evidenza: è impossibile distinguere il gioiello originale e quindi vano aspirare ad una legittimità “superiore” da parte dei contendenti … È il ‘vuoto’ di certezza che, sospendendo la pretesa di un’origine esclusiva, ricorda alle religioni – e non solo – la vanità di ogni chiusura e intolleranza. Al centro dell’anello c’è comunque il vuoto. Ed è con quel vuoto, con quell’ignoto, che ciascuna coscienza deve fare i conti.

Protagonista di questa messinscena il fabbro – mastro di metallurgia- a cui è dato il compito di forgiare i tre anelli identici: a questa figura arcaica è assegnato il compito di “ricordare ” la parabola e il suo significato, di guidare l’ensemble dei danzatori e il pubblico attraverso l’ignoto per un viatico di conoscenza.

Al celebre attore catanese Sebastiano Tringali è affidato il ruolo del forgiatore, continuamente alle prese con il fuoco-danzatrice: “Di un anello la richiesta, una semplice fascia di metallo, una corona circolare delimitata da due circonferenze, con la sua forma senza inizio né fine ….Un anello è privo di inizio e di fine, ininterrotto e immutabile, immagine dell’infinito. E nel contempo, la sua forma chiusa, sottintende completezza, contenimento, stabilità….ed ecco il suono cupo dell’incudine echeggiare fortemente e il gran vento dai mantici soffiato e il pesante ansimare dei Ciclòpi.”

Ispirandosi nella sua drammaturgia ai versi di Ovidio e dei grandi della letteratura classica, Aurelio Gatti propone una nuova versione della Parabola dei Tre Anelli con la sua danza-teatro, evidenziando la condizione di vuoto e smarrimento e la tensione per una esistenza di tolleranza e l’umanità, valori che Gloria Bruni mette a fuoco attraverso il potere universale della musica.

Lo spettacolo, vedrà in scena, insieme a Tringali, sette danzatori: Carlotta Bruni, Valeria Busdraghi, Matteo Gentiluomo, Rosa Merlino, Camilla Perciavalle, Luca Piomponi, Paola Saribas. I costumi di Marina Sciarelli Genovese e il disegno luci di Stefano Stacchini .

Dopo la prima di Selinunte, prevista giovedì 23 agosto alle 21.15, le rappresentazioni avranno luogo in altri siti del circuito Teatri di Pietra Sicilia.