L’Italia si prepara a ricevere una nuova ondata di sbarchi. Accreditate fonti dicono che nelle in Italia, si stanno facendo sbarcare 12 mila persone, da 22 navi, molte di queste di organizzazioni non governative.

Ma anche se si guarda al bilancio degli arrivi nei primi sei mesi di quest’anno si va verso un nuovo record. Da gennaio a giugno i migranti sbarcati sulle coste italiane sono il 14,42 per cento in più di quelli dello stesso periodo dello scorso anno. Numeri che arrivano direttamente dal ministero dell’Interno, che mostrano come dal primo gennaio al 27 giugno i migranti sbarcati sono stati in tutto 73.380, contro i 64.133 del 2016.

In termini di percentuali di distribuzione nelle regioni italiane la Lombardia è al primo posto con il 13%. Seguono Lazio e Campania con il 9%. Quindi Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna con l’8%. La Toscana, la Puglia e la Sicilia hanno il 7%.

Ma se si guarda alla “classifica” dei porti più interessati dagli sbarchi di quest’anno, sempre fino al 27 giugno, viene fuori come fra i primi dieci posti sette siano occupati da città siciliane: Augusta è in testa con 12.288 arrivi, seguita da Catania (8.830), Pozzallo (7.161), Reggio Calabria (5.606), Lampedusa (5.048), Palermo (4.938), Trapani (4.742), Vibo Valentia (4.657), Messina (3.479), Crotone (3.224).

Sulla ipotesi di chiudere i porti alle navi straniere che salvano i migranti, interviene anche Medici Senza Frontiere che ricorda come da tempo chieda più sostegno dell’Ue alle operazioni di salvataggio, alle quali “dovrebbero partecipare tutti gli Stati”.”Le persone salvate in mare dovrebbero essere trasferite nel più vicino porto di sbarco in cui le loro necessità e vulnerabilità possano trovare una risposta rapida”.