emergenza immigrazione«L’arrivo di 424 migranti ci è stato comunicato mercoledì pomeriggio. Inizialmente ci era stato detto che sarebbero giunti in nottata e così nel volgere di poche ore abbiamo trovato i posti necessari per ospitarli».

Lo ha dichiarato giovedì mattina il prefetto Leopoldo Falco, presente al molo Ronciglio tra coloro che si sono occupati dell’accoglienza dell’ultimo maxi gruppo di migranti trasferito nel capoluogo a bordo della fregata «Espero» della Marina militare, dopo essere stato recuperato mercoledì al largo di Lampedusa.

Il rappresentante del governo ha parlato in modo chiaro e ha rivolto un appello allo Stato e all’Unione europea.

La nostra – ha aggiunto – non è una scelta, nè nessuno ci ha chiesto se eravamo in grado di potere ospitare questi migranti, ma siamo in piena emergenza umanitaria e dobbiamo dare una risposta positiva. Comunque ne parlerò con il mio ministero. Credo che il problema dell’immigrazione sia europeo prima che italiano anche se in questo momento lo è soltanto siciliano.

Quando lo scorso Ferragosto mi sono insediato a Trapani i migranti che venivano accolti in provincia erano 300, ora abbiamo superato quota 2.000. Non mi sarei mai aspettato di arrivare a tali numeri, ma questo non cambia, da parte nostra, le attenzioni sanitarie e umanitarie verso queste persone.

Una decina le strutture, fra Trapani, Custonaci, Castelvetrano e Marsala, nelle quali sono stati sistemati i migranti, 36 dei quali sono stati trasferiti a Caltanissetta.

Falco

prefetto Leopoldo Falco

Noi – ha concluso il prefetto Falco – saremmo in grado di accogliere un numero maggiore di migranti, ma il problema da superare è quello delle commissioni deputate al riconoscimento della protezione internazionale.

Queste persone hanno ragione quando parlano di tempi troppo lunghi di attesa. Il vero dramma è quello. Se riuscissimo a ridurre i tempi di attesa al massimo a tre oppure a quattro mesi potremmo ospitarne il triplo, abbatteremmo i costi e completeremmo la risposta umanitaria che stiamo dando

Proprio per protestare per i lunghi tempi di attesa per il riconoscimento dello status di rifugiato politico 15 migranti venerdì hanno manifestato in piazza Falcone e Borsellino, a Partanna, dove sono intervenuti i carabinieri. Altri 15 migranti sono rimasti nel centro Sprar di via Salemi che li ospita.

Circa i migranti giunti giovedì in un primo momento dovevano essere trasferiti a Pozzallo, ma visto che anche lì i centri di accoglienza scoppiano è giunto l’ordine di condurli a Trapani. Gli extracomunitari, tra cui 117 donne (5 erano in stato interessante e 2 sono state accompagnate in ospedale per accertamenti) e 27 minori (diversi erano neonati), sono in massima parte eritrei, somali e siriani.

In otto, al termine dei controlli sanitari, sono risultati affetti dalla scabbia. Giovedì al molo Ronciglio ad accoglierli vi era un folto numero di poliziotti, carabinieri, finanzieri, uomini della Capitaneria di porto, della Protezione civile e di varie associazioni di volontariato che sul posto hanno montato pure delle tende da campo che sono servite per una primissima accoglienza.

Quando ci siamo trovati di fronte al barcone sul quale vi erano questi migranti – ha dichiarato il comandante della fregata “Espero”, Luca Pirozzi – abbiamo visto donne e bambini senza alcuna dotazione di sicurezza. A quel punto abbiamo dichiarato l’intervento Sar e siamo intervenuti per trarre in salvo tutte le persone che erano a bordo del natante. Ognuno di questi eventi lo viviamo con molta emozione perchè siamo consapevoli del fatto che si stanno per salvare vite umane.

di Margherita Leggio
per La Sicilia