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Ecco il nome progetto portato avanti dalla scuola Nino Atria dell’Istituto Comprensivo Capuana- Pardo. Un percorso didattico articolato in una serie di incontri che hanno favorito la conoscenza tra i bambini di cinque anni delle scuole dell’infanzia Catullo, Nino Atria, Via Torino e Borsani e le docenti della scuola primaria del plesso Nino Atria. Obiettivo del progetto è quello di permettere il passaggio da un grado di scuola all’altro in modo graduale e più sereno possibile. Le attività laboratoriali hanno scandito gli incontri durante i quali gli scambi emotivi hanno confermato l’alto valore formativo del progetto. Partire dai racconti per spaziare in un mondo in cui gli adulti accolgono i più piccoli, ascoltandoli e comprendendoli. Sperimentare insieme i valori della diversità e dell’inclusione, incontrarsi per conoscersi davvero, partire dalle emozioni e porle al centro di ogni percorso didattico, queste sono le finalità del progetto e questi gli obiettivi di una scuola che accoglie. Le insegnanti della scuola primaria del plesso Nino Atria impegnate nel progetto, Rosalba Leone, Adriana D’Incerto, Capozzello Guerrina Rosanna, hanno messo in campo tutte le strategie affinché i bambini davvero potessero sperimentare il senso di continuità verticale tra i due gradi di scuola, attivando un processo di reciproco scambio emotivo sempre nell’ ottica di sviluppo delle Competenze Chiave Europee previste dal Curricolo d’Istituto. Queste le parole delle insegnanti: “La scuola migliore sa dare emozioni. In essa i bambini sono gli attori principali e la creatività è la bacchetta magica legata al saper scrivere, leggere, a far di conto e a dare esperienze fortificando il carattere. È importante rendere lo studio un gioco così da entrare nel mondo dei bambini, comprenderli e aiutarli ad affrontare paure e difficoltà.Vedere gli alunni che corrono verso l’entrata della scuola al suono della campanella per essere i primi, questa è la più grande soddisfazione per un insegnante. È vedere la felicità nei loro volti senza avere il mal di pancia. Insegnare è un’arte, è plasmare dolcemente per creare le persone di domani”.

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