Desideriamo portare all’attenzione dei lettori il parere di Alfonso La Rosa (naturalista, botanico e micologo) in riferimento a quanto accaduto negli scorsi giorni a Triscina di Selinunte.

Volevo semplicemente esprimere un parere da naturalista nell’ambito della scandalosa vicenda dello smaltimento della Posidonia oceanica presso il porticciolo di Selinunte.

Questo è un altro caso di ignoranza, incompetenza, vergogna, inesperienza, inettitudine, violenza ambientale e incapacità di gestire i nostri beni naturalistici. Perché si, purtroppo ogni anno il porto di Selinunte accumula residui di Posidonia oceanica, pianta fondamentale in un ecosistema marino direi alla base delle catene alimentari (che tra le altre cose ha dato il nome alla nostra amata Triscina), che si accumulano impedendo la normale attività dei pescatori o chi di competenza pratica il sito. Per cui che succede….. tale massa non identificata, comprendente si Posidonia oceanica ma anche ruote di bicicletta, copertoni in sensu lato, corde varie, reti, bottiglie, tubi di gomma, ferraglie non identificate, venissero trasportati e scaricati barbaramente presso l’arenile di Triscina.

Leggendo la valutazione d’incidenza ambientale emerge la completa e totale mancanza di sensibilità nei confronti del nostro territorio ma anche l’assoluta ignoranza e l’assente coscienza naturalistica che deve essere messa in risalto quando si effettuano dei lavori così importanti per la salvaguardia e la tutela di un territorio già fortemente martoriato e distrutto dall’attività antropica. Ma andiamo al dunque. Chi scrive una valutazione d’incidenza come primo punto dovrebbe essere un critico ambientale, un tecnico specializzato nel conoscere la biodiversità del sito che potenzialmente andresti a manomettere.

Tu operatore dovresti sapere che la Poseidonia oceanica NON e’ un alga ma una fanerogama marina ossia una PIANTA marina che come tutte le PIANTE produce fiori e frutti e quindi semi. Capisco perfettamente che il cittadino medio non deve essere tenuto a sapere questi dettagli ma tu tecnico professionista che ti occupi di effettuare delle relazioni così importanti non puoi mettere per iscritto che è stato asportato dal porto di Selinunte “circa mc 1500 di materiale costituito in gran parte da alghe sedimentarie, sabbia e rifiuti organici” perché di alghe se dobbiamo essere sinceri non se ne vede l’ombra per cui mi dimostri che sei un grande ignorante e incompetente. Il cumulo e la poltiglia di materiale che è stato depositato comprendeva una massa si di Posidonia ma accartocciata e appallottolata dai liquami e dagli idrocarburi prodotti dai mezzi localizzati sul porto contornati da bottiglie, corde, panni, ecc...

Tale cumulo di materiale fortemente contaminato lo hai prelevato da un’area inquinata e lo hai trasferito in un Sito di Interesse Comunitario rappresentato dal SIC “Sistema dunale Capo Granitola, Porto Palo e Foce del fiume del Belice” (ITA010011) che include anche la spiaggia che per te non aveva nessun valore perché probabilmente non hai minimamente le competenze per stabilirlo. Leggo sbalordito che secondo il tuo intelletto: “la zona scelta per il deposito della Posidonia non è interessata da habitat prioritari trattandosi peraltro di sito fortemente antropizzato”; beh ti cito qualche habitat prioritario che sei andato a distruggere con il tuo gesto folle

1) 1210 – Vegetazione annua delle linee di deposito marine
L’habitat include aspetti di vegetazione effimera legata a strette strisce litoranee che caratterizzano habitat molto dinamici, in genere dominate da forze naturali (mareggiate e venti). E’ qui inclusa anche la porzione afitoica della spiaggia – ovvero la parte priva di vegetazione fanerofitica – e piccoli ambiti con specie alofile annue, come Cakile maritima, Salsola kali, Euphorbia peplis, E. paralias, ecc.

2) 2120 – Dune mobili del cordone litorale con presenza di Ammophila areanaria (dune bianche)
Cenosi tipiche di sistemi sabbiosi embrionali e attivi, rappresentati soprattutto lungo le coste della Sicilia meridionale, dove le dune sono alquanto estese ed evolute, anche se ancora influenzate direttamente dall’azione erosiva e di deposito del mare e dei venti marini. Le dune si formano e vengono dapprima colonizzate da Elymus farctus (Cypero capitati-Agropyretum juncei; Calendulo maritimae-Elytrigietum junceae; Pancratietum angustifolii; Sporoboletum arenarii) e poi consolidate da Ammophila arenaria (Medicagini marinae-Ammophiletum australis). Fra le altre specie guida, sono frequenti anche Echinophora spinosa, Eryngium maritimum, Medicago marina, Sporolobus arenarius, ecc..

Questo solo per citartene 2 perché leggendo la tua relazione tu non sai minimamente cosa stai andando a deturpare.
La terribile valutazione continua così: “Tuttavia la battigia ove saranno allocate le alge (ignorante sono piante) e la sabbia (ma dimentichi a scrivere anche i liquami e tutto ciò che di terribilmente dannoso si possa inserire in un ambiente naturale) rappresenta una zona ecotonale di sovrapposizione tra l’ecosistema marino e l’ecosistema terra” che comunque, aggiungo, essendo una zona di scambio tra i 2 ambienti esprime un altissimo valore di biodiversità e tu vai a scaricare tutta la tua ignoranza sopra?.

 

Ma non finisce qui perché mi scrivi nella valutazione che avresti depositato il materiale della zona ecotonale e invece parte del materiale me lo vado a ritrovare sulla duna in mezzo al giglio di mare (che manco conosci) tra i meravigliosi popolamenti di Calcatreppola delle spiagge (che magari ti sembra un parente dello scorfano), tra nuclei di Carota spinosa (che magari potrà sembrarti un ortaggio spinoso), e tu ti permetti, dal profondo della tua ignoranza, di venire a deturpare un bene naturalistico così prezioso?

Non sapendo che hai fatto un danno ambientale in quanto hai toccato dei fragili habitat prioritari? Non sapendo minimamente che quel tratto faceva parte di un SIC? Scaricando materiale inquinante in una fascia ecotonale in cui si registrano altissimi valori di biodiversità? Non sapendo che la Posidonia oceanica è una pianta? Ricorda che un naturalista non avrebbe mai e poi mai autorizzato un documento del genere.